lunedì 25 luglio 2011
giovedì 21 luglio 2011
IL CORRIERE della SERA - 21 luglio 2011 sull'antologica di MATTIA MORENI al Michetti.
IN PRIMA TV, 62° PREMIO MICHETTI, 1a parte
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
IN PRIMA TV, 62° PREMIO MICHETTI, 2a parte
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
domenica 17 luglio 2011
Mattia Moreni e il gruppo degli otto.
Il critico d'arte Lionello Venturi, nel 1952 dà l'impulso alla formazione di un gruppo artistico che verrà nominato "Gruppo degli otto", costituito da Birolli, Corpora, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova, Afro e Moreni : si tratta di artisti con un comune indirizzo astratto, per un'arte slegata sia dalla figurazione vera e propria sia dall'astrazione che ne avevano elaborato le correnti postcubiste, prediligendo il richiamo all'Orfismo ed ad un lirismo di impronta naturalistica con particolare attenzione alle avanguardie francesi, senza dimenticare l'esperienza impressionista, un linguaggio complesso per il quale Venturi conia il termine astrattismo-concreto.
Va detto che a partire dal '45, periodo dell'euforismo postbellico, l'Italia vive un periodo di particolare libertà espressiva e di grande curiosità intellettuale verso la cultura europea, preclusa negli anni precedenti per motivi politici, e, in un clima di particolare fermento, due sono le tendenze predominanti che si affermano nelle arti visive: da una parte il filone astrattista che culminerà nella costituzione del "Gruppo degli otto", dall'altra un filone neoespressionista-neorealista che sfocerà nel Fronte Nuovo delle Arti (il manifesto è del '42).
Va detto che a partire dal '45, periodo dell'euforismo postbellico, l'Italia vive un periodo di particolare libertà espressiva e di grande curiosità intellettuale verso la cultura europea, preclusa negli anni precedenti per motivi politici, e, in un clima di particolare fermento, due sono le tendenze predominanti che si affermano nelle arti visive: da una parte il filone astrattista che culminerà nella costituzione del "Gruppo degli otto", dall'altra un filone neoespressionista-neorealista che sfocerà nel Fronte Nuovo delle Arti (il manifesto è del '42).
sabato 16 luglio 2011
MATTIA MORENI - visti da vicino - Rai 1981
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
giovedì 14 luglio 2011
MATTIA MORENI Ah,che scosse hai dato all'arte!
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
mercoledì 13 luglio 2011
lunedì 11 luglio 2011
1961-2011. Cinquant’anni di arte in Italia dalle collezioni GNAM e TERRAE MOTUS
Dalla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Caserta e Benevento e la Soprintendenza alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma nasce un programma espositivo in tre tappe che prenderà il via il prossimo 13 luglio alla Reggia di Caserta e che ruota intorno all’ idea di “contemporaneità nell’arte”. La prima mostra, Cinquant’anni di arte in Italia dalle collezioni GNAM e TERRAE MOTUS, che sarà inaugurata negli Appartamenti Storici della Reggia di Caserta mercoledì 13 luglio alle ore 12,00, si propone di mostrare 50 anni di sperimentazione che hanno caratterizzato il nostro paese dal 1961 ad oggi attingendo alla collezione Terrae Motus che dal 1992 è esposta nel Complesso vanvitelliano. Curata da Paola Raffaella David, Maria Vittoria Marini Clarelli e Rita Camerlingo, l’esposizione metterà a confronto una selezione di circa 50 opere italiane provenienti sia dalla collezione voluta da Lucio Amelio, nella quale sono rappresentati artisti come Alighiero Boetti, Enzo Cucchi, Luciano Fabro, Piero Gilardi, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Emilio Vedova, sia dalla raccolta della GNAM, dalla quale provengono lavori di Alberto Burri, Lucio Fontana Jannis Kounellis, Piero Manzoni, Fabio Mauri, Enzo Mari, Fausto Melotti, Sante Monachesi, Paola Levi Montalcini, Sandro Chia, Eliseo Mattiacci, Ettore Spalletti, Pino Pascali, Mimmo Rotella, Gilberto Zorio e tanti altri. L’esposizione integra le opere delle due collezioni secondo un percorso che tocca cinque temi caratteristici dell’arte italiana dell’ultimo mezzo secolo: l’acromo e il monocromo, la percezione visiva, i nuovi materiali, i miti contemporanei e i nuovi paesaggi. La scelta tematica non esclude la documentazione di alcuni fra i principali movimenti artistici del periodo dall’arte cinetica alla Pop art, dall’Arte povera alla Transavanguardia. Nella straordinaria cornice architettonica del Palazzo Reale casertano sarà esposta anche una delle più celebri installazioni italiane del Novecento: 32 mq di mare circa di Pino Pascali. L’allestimento è stato curato da Federico Lardera con la collaborazione di Giustino Cacciotti di larderArch studio di Roma. La collezione Terrae Motus “C'era dell'energia nell'arte, tanta energia da potersi contrapporre a quella scatenata dalla Terra” è così che, dalla terribile tragedia che sconvolse Napoli e l’Irpinia nel novembre 1980, Lucio Amelio, il gallerista napoletano di notorietà internazionale, fece scaturire l'idea di creare a Napoli un cantiere work in progress sul tema del terremoto. Dal 1980 arrivarono a Napoli artisti da ogni parte del mondo, di fama consolidata e giovani destinati ad emergere in futuro, e videro con i propri occhi la tragedia di Napoli e dell'Irpinia. Ciascuno di loro realizzò un'opera segnata dall'espressione di quei giorni. Quelle importanti testimonianze artistiche sono raccolte oggi nella straordinaria collezione Terrae Motus che, dal 1992, è visitabile in alcune delle sale dell’Appartamento Storico. La Galleria nazionale d'arte moderna possiede la più importante collezione nazionale d’arte del XIX e XX secolo. Questa mostra coincide con una fase di radicale riordinamento delle collezioni esposte nel museo romano, che si concluderà nel dicembre 2011 e grazie alla quale è stato possibile portare a Caserta un nucleo di opere raramente presentate fuori sede. Durante questo cantiere di lavoro, la Galleria sta comunque offrendo al pubblico l’opportunità di vedere una serie di nuclei monografici dei maggiori artisti del primo Novecento italiano, comprendenti sia le opere che sono nei depositi, sia quelle normalmente esposte. Inaugurazione 13 luglio 2011 ore 12.00 Apertura al pubblico 13 luglio ore 14.00 La mostra è promossa da Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Caserta e Benevento e Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma Info e prenotazioni Tel 0823 448084 begin_of_the_skype_highlighting 0823 448084 end_of_the_skype_highlighting; fax 0823 220847; caserta@civitamusea.it Redattore: RENZO DE SIMONE |
fonte:mibac.it
Il dono di Dioniso. Mitologia del vino nell’Italia centrale (Molise) e nella Grecia del Nord (Macedonia)
locandina
La Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise, in stretta collaborazione con l’Istituto italiano di Cultura di Salonicco e l’Ambasciata d’Italia in Grecia, il Museo Archeologico di Salonicco e la Regione Molise, presenta a Salonicco nella prestigiosa sede del Museo Archeologico la mostra “Il dono di Dioniso. Mitologia del vino nell’Italia centrale (Molise) e nella Grecia del Nord (Macedonia)”, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. L’esposizione offre un confronto tra preziosi reperti provenienti dai principali siti archeologici del Molise e da quelli della Macedonia e dell’Attica. Alcuni tra gli oggetti più prestigiosi sono presentati al pubblico per la prima volta in questa occasione.
In un affascinante allestimento è possibile osservare gli oggetti utilizzati nei banchetti e nei simposi (crateri figurati, preziosi vasi in metallo per versare e per bere, strumenti musicali), e nelle cerimonie legate al culto di Dioniso (sculture in marmo e in terracotta che raffigurano il dio del vino e i personaggi del suo corteo, maschere teatrali) rinvenuti negli scavi archeologici della Grecia, così come del Molise.
L’evento è frutto di una significativa condivisione di obiettivi, sia culturali che di sviluppo sociale ed economico, tra Soprintendenza per i Beni Archeologici, Istituto italiano di cultura di Salonicco e Regione Molise, che ha creduto fortemente in questa iniziativa. Viene restituita al Molise una sua centralità nelle dinamiche euro-mediterranee, da cui possono svilupparsi occasioni di scambio e di collaborazione nella cultura, nel turismo e in altri settori dell’economia.
La mostra è corredata da un catalogo trilingue, italiano, greco e inglese, nel quale confluiscono i contributi di numerosi studiosi italiani e greci sui temi più vari riguardanti Dioniso e il vino nell’Antichità. Sono trattati diversi aspetti: dalle più antiche testimonianze di domesticazione della vite, all’uso del vino nei rituali funerari e nelle cerimonie religiose, alla socialità che si definisce intorno al consumo di questa bevanda, fino alle più importanti rotte marittime lungo le quali il vino veniva commercializzato in tutto il Mediterraneo.
La mostra “Il dono di Dioniso. Mitologia del vino nell’Italia centrale (Molise) e nella Grecia del Nord (Macedonia)” resta aperta a Salonicco, nel Museo Archeologico Nazionale, dal 14 luglio 2011 al 30 settembre 2012.
Info:
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
tel. +39 0874.427313 sba-mol@beniculturali.it
fonte: mibac.it
domenica 10 luglio 2011
Un occasione unica per gli Abruzzesi..!!! Si vocifica che che per la fine di luglio Sgarbi sarà presente a Civitella del Tronto (te)
Un occasione unica per gli Abruzzesi..!!! Si vocifica che che per la fine di luglio Sgarbi sarà presente a Civitella del Tronto (te) per inaugurare il 2° padiglione dei prodotti ''tipici'' della sua biennale casareccia regionale di venezia, lui è ignaro che proprio in quel bel paese esiste la Casa di Riposo Opera Pia "Filippo Alessandrini", residenza assistita convenzionata con la A.S.L. di Teramo per il ricovero e la cura degli anziani e delle persone DISAGIATE, posta nel cuore della cittadella fortificata di Civitella del Tronto...Spero che per lui e i suoi collaboratori sia la volta buona..per un loro RICOVERO D'URGENZA in tale struttura..!!!!!!
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
sabato 9 luglio 2011
Trasalimenti è tutelato dalle leggi sul copyright.
TRASALIMENTI è tutelato dalle leggi sul copyright, dalle leggi sui diritti d'autore e dalle disposizioni dei trattati internazionali. La riproduzione o distribuzione non autorizzata di questo progetto, o di parte di esso, sarà perseguibile civilmente e penalmente nella misura massima consentita dalla legge in vigore. TRASALIMENTI e tutelato da brevetto internazionale. Si diffida chiunque a copiarne forma e contenuti di tale progetto. 1° avvertimento...!
giovedì 7 luglio 2011
PORTIKUS / JOHN BALDESSARI
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
mercoledì 6 luglio 2011
un americano a Roma - Cy Twombly, uno degli ultimi giganti dell’arte americana, Si è spento a 83 anni
...
Cy Twombly fotografati a Sperlonga nel Dal PIacere alla Dolce Vita Mondadori
Francesco Bonami per LA STAMPA.IT
Ciao Twombly! Perché addio è una parola troppo violenta per salutare la definitiva partenza di quel delicatissimo artista nato Edwin Parker (Cy) Twombly Jr. il 25 aprile del 1928. Era uno degli ultimi giganti della scuola americana della metà degli Anni 50. Si è spento ieri, malato di cancro da molti anni, in un ospedale di Roma, città dove aveva deciso di vivere dalla metà del secolo scorso.
La alternava con l'amata Gaeta e con Lexington, la cittadina della Virginia dove era cresciuto. Era rimasto sempre in fondo un americano a Roma anche se si era sposato con Tatiana Franchetti, sorella di un famoso collezionista, il barone Giorgio Franchetti. Da questo matrimonio nacque Alessandro, anche lui artista anche se meno famoso del padre.
A Roma Twombly aveva esposto alla mitica galleria La tartaruga di Plinio De Martiis, un pioniere dell'arte contemporanea nella capitale: fu lui infatti per primo a esporre artisti sconosciuti come Twombly e Richard Serra, con la sua mostra di animali che entrerà nella storia. Twombly faceva parte di quel quintetto di artisti dai quali sarebbe poi sbocciata la Pop Art.
Amico della prima ora di Cy fu Robert Rauschenberg, che lo aveva convinto ad andare a studiare arte al Black Mountain College in Nord Carolina. Qui insegnava gente come Franz Kline e Robert Motherwell e soprattutto come il geniale musicista John Cage i cui spartiti saranno un punto di riferimento per tante opere di Twombly.
CY Twombly Finivano di comporre questo gruppetto di giovani sperimentatori ribelli il danzatore Merce Cunningham e il pittore Jasper Johns (è l'ultimo superstite oggi che Twombly è scomparso). Twombly aveva lavorato anche come crittografo per l'esercito, ossia era colui che deve interpretare segni e segnali misteriosi.
La cosa è divertente visto che oggi molti visitatori dei musei di arte moderna e contemporanea hanno problemi a capire cosa vogliano dire gli scarabocchi sulle tele di questo incriticabile, inattacabile e indiscutibile maestro dell'arte americana. Eppure Cy, che aveva preso il soprannome dal padre tifoso del battitore di baseball dei Chicago White Sox Cy Young, non voleva essere criptico ed incomprensibile con la sua arte, ma solo semplice e diretto come un bambino che tenta di costruire il proprio linguaggio.
Artista gentiluomo, con il suo portamento aristocratico, artista fanciullo per la facilità con cui creava quelli che poi, insospettabilmente, sarebbero diventati dei capolavori. Chi negli Anni 60 vedendo i primi quadri grigi (sembravano copiati dalle lavagne di scuola), sospettò che si trattasse di un grande artista e non di una bufala e comprò le tele del giovane yankee, oggi è diventato miliardario.
gagosian gall cy twombly1 Basti vedere le cifre alle quali vengono vendute nelle gallerie e nelle aste le opere, di qualsiasi periodo, di questo ragazzone più che prodigio prodigo di parole e spiegazioni. I lavori grigi erano fatti anche in modo abbastanza bizzarro. Twombly seduto sulle spalle di un amico disegnava e dipingeva mentre l'assistente mulo camminava avanti e indietro davanti alla tela.
La casualità del gesto, concetto preso proprio dalle composizioni di John Cage, è stata alla base di tutta la sua produzione. Meno casuali i suoi titoli. A volte con riferimenti geografici, come la serie dei quadri Bolsena (il lago vulcanico vicino a Viterbo), a volte ricchi di citazioni colte come la famosa battaglia di Lepanto o il mito di Leda e il cigno. Comunque sia, colte o meno colte che fossero le citazioni, ogni opera di Twombly non aveva problemi, particolarmente dagli Anni 70 in poi a trovare un compratore.
L'unico problema per il suo gallerista attuale Larry Gagosian è stato quello di farsi dare le opere da vendere (Twombly era proverbialmente avaro) e trovare i compratori giusti, altra irrinunciabile esigenza di questo artista solo apparentemente distratto e bonario. Cy Twombly è stato per la pittura un po' quello che Truman Capote è stato per la letteratura americana, un caso, uno snob, un fenomeno. Anche se i suoi segni sulla tela erano più simili ai di un altro grande scrittore americano, Walt Whitman.
gagosian gall cy twombly2 L'arte di Cy Twombly ha sempre avuto un gruppo di fedeli appassionati capaci di aspettare in lista di attesa anni uno dei suoi nuovi lavori disponibili. Più di ogni altro, appassionatissima di Twombly fu la collezionista di Houston Dominique De Menil, la sua fondazione infatti nel 1995 inaugurò un padiglione dedicato alle sue opere, disegnato, come il resto del museo, da Renzo Piano.
qtw11 soledad alessandro twombly Appassionatissimi dell'artista erano anche persone che non potevano permettersi di comprare una sua tela , come l'artista francocambogiana Rindy Sam che nell'estate del 2007 baciò, lasciando l'impronta delle sue labbra, un pannello dell'opera di Twombly Fedro nel museo di Avignone. Lei lo considerava un gesto di amore, a differenza del giudice francese che lo ha considerato un gesto vandalico da multare severamente. Altre opere invece sembrano prese a pomodorate, ma è stato l'artista con il colore a creare l'effetto e non qualche spettatore snervato dalla criptica semplicità della sua arte.
ELISABETH TAYLOR ROBERT RAUSCHENBERG
Jasper Johns Con Twombly scompare un altro rappresentante di quella generazione di artisti che avevano saputo unire il piacere di creare a quello del vivere. Oggi le follie del mercato hanno ridotto di molto questo piacere. Elegante come sempre, Cy si è allontanato dalla frenesia della contemporaneità il 5 luglio, da bravo americano il giorno dopo la Festa dell'Indipendenza, per non disturbare. I suoi quadri comunque rimarranno per sempre nella storia dell'arte, semplici come i fuochi d'artificio del 4 di luglio ma eterni anche come i graffiti di Lascaux.
fonte:dagospia.it
Francesco Bonami per LA STAMPA.IT
Ciao Twombly! Perché addio è una parola troppo violenta per salutare la definitiva partenza di quel delicatissimo artista nato Edwin Parker (Cy) Twombly Jr. il 25 aprile del 1928. Era uno degli ultimi giganti della scuola americana della metà degli Anni 50. Si è spento ieri, malato di cancro da molti anni, in un ospedale di Roma, città dove aveva deciso di vivere dalla metà del secolo scorso.
La alternava con l'amata Gaeta e con Lexington, la cittadina della Virginia dove era cresciuto. Era rimasto sempre in fondo un americano a Roma anche se si era sposato con Tatiana Franchetti, sorella di un famoso collezionista, il barone Giorgio Franchetti. Da questo matrimonio nacque Alessandro, anche lui artista anche se meno famoso del padre.
A Roma Twombly aveva esposto alla mitica galleria La tartaruga di Plinio De Martiis, un pioniere dell'arte contemporanea nella capitale: fu lui infatti per primo a esporre artisti sconosciuti come Twombly e Richard Serra, con la sua mostra di animali che entrerà nella storia. Twombly faceva parte di quel quintetto di artisti dai quali sarebbe poi sbocciata la Pop Art.
Amico della prima ora di Cy fu Robert Rauschenberg, che lo aveva convinto ad andare a studiare arte al Black Mountain College in Nord Carolina. Qui insegnava gente come Franz Kline e Robert Motherwell e soprattutto come il geniale musicista John Cage i cui spartiti saranno un punto di riferimento per tante opere di Twombly.
La cosa è divertente visto che oggi molti visitatori dei musei di arte moderna e contemporanea hanno problemi a capire cosa vogliano dire gli scarabocchi sulle tele di questo incriticabile, inattacabile e indiscutibile maestro dell'arte americana. Eppure Cy, che aveva preso il soprannome dal padre tifoso del battitore di baseball dei Chicago White Sox Cy Young, non voleva essere criptico ed incomprensibile con la sua arte, ma solo semplice e diretto come un bambino che tenta di costruire il proprio linguaggio.
Artista gentiluomo, con il suo portamento aristocratico, artista fanciullo per la facilità con cui creava quelli che poi, insospettabilmente, sarebbero diventati dei capolavori. Chi negli Anni 60 vedendo i primi quadri grigi (sembravano copiati dalle lavagne di scuola), sospettò che si trattasse di un grande artista e non di una bufala e comprò le tele del giovane yankee, oggi è diventato miliardario.
La casualità del gesto, concetto preso proprio dalle composizioni di John Cage, è stata alla base di tutta la sua produzione. Meno casuali i suoi titoli. A volte con riferimenti geografici, come la serie dei quadri Bolsena (il lago vulcanico vicino a Viterbo), a volte ricchi di citazioni colte come la famosa battaglia di Lepanto o il mito di Leda e il cigno. Comunque sia, colte o meno colte che fossero le citazioni, ogni opera di Twombly non aveva problemi, particolarmente dagli Anni 70 in poi a trovare un compratore.
L'unico problema per il suo gallerista attuale Larry Gagosian è stato quello di farsi dare le opere da vendere (Twombly era proverbialmente avaro) e trovare i compratori giusti, altra irrinunciabile esigenza di questo artista solo apparentemente distratto e bonario. Cy Twombly è stato per la pittura un po' quello che Truman Capote è stato per la letteratura americana, un caso, uno snob, un fenomeno. Anche se i suoi segni sulla tela erano più simili ai di un altro grande scrittore americano, Walt Whitman.
fonte:dagospia.it
Lawrence Ferlinghetti il poeta pittore.
Lawrence Ferlinghetti
Ferlinghetti a San Francisco in studio è pieno di umorismo, anarchia e pungente critica sociale. Il poeta appassionato, pittore ed editore, ha davvero cambiato il mondo. Ha rivoluzionato la letteratura con l'apertura di Città Lights Bookstore nel 1950, rendendo la qualità, la lettura diversi a prezzi accessibili e dando West Coast radicalismo una sede permanente. Ferlinghetti assicurata la Beats sono stati ascoltati, hanno combattuto per la libertà di parola e aveva le palle di pubblicare Howl. Le sue poesie raccontano storie sul tragico-ancora-comico della vita di un uomo comune. Strappano società di massa e sfogarsi per il tradimento dei nostri leader democratici. I suoi quadri politici combinano immagini presa con la parola scritta e - come l'autore - non hanno paura di prendere una posizione.
Per più di 30 anni, Ferlinghetti ha affittato uno studio presso il cantiere della Marina vecchia Punto Hunter a San Francisco. Pittori, scultori e artigiani tutti vi lavorano. E 'uno dei pochi paradisi solo sicuro in un quartiere altrimenti difficili. Barre di acciaio lungo barricata edifici sul disco attraverso il crimine crivellati di zona. Volti pieni di guardare disagio perso mentre aspettano agli angoli delle strade senza meta.
L'interno dello studio di Ferlinghetti è grande, vecchio e freddo. Un plug-in riscaldamento sputa sul pavimento, ma non serve. Le finestre sottili non sono partita per il vento frusta fino fuori dall'acqua. La view fuori verso la scheggia sud-est della alloggiamento include punti di riferimento famosi, e il carattere della zona appears perso nel mare brown below. Nonostante i suoi dintorni desolante, lo spazio aperto ha prodotto decenni di lavoro creativo e provocatorio. È come se un over-farcito sacco a vuoto pieno di saggezza sono stati scaricati in tutto lo studio. Fedora, cappelli, berretti palla moda - ci sono così tanti cappelli ovunque, e simile alla sua vita, ha indossato tutti. Nel bel mezzo della sua pittura, schizzato, tavolo utensili di lettiera operaio è un ambiente pulito, unbent, nero-bianco e adesivo che dice "l'America divora i suoi giovani." La sua collocazione ideale, dice tanto.
Ferlinghetti ha scaffali pieni di tele piani, compreso un pezzo di proiezione foto di Picasso ha terminato nel 1992. Donne parti del corpo e una testa di toro sono dipinte sullo sfondo, e accanto al volto del padrone sono le parole deturpare, "Les femmes disent que tu es ONU con".
Una mostra di alcune delle sue più intriganti dell'arte solo avvolto al Yerba Buena Center. Il 14-piede teloni della serie sono ora arrotolate nello studio di Ferlinghetti. Avevano appeso solo per tre giorni nella ex Banca d'America costruzione a San Francisco. Ma gli inquilini protestato e il lavoro è stato tirato giù. L'arte sessuale, religiosa e rispettosa dell'ambiente cucita contengono affermazioni come "troppo stupido e troppo avidi per salvare se stesso da eco-oblio", "Il silenzio è complicità" e "Mai giocare a carte con un ragazzo chiamato dottore." Uno dei pezzi, intitolato "Gesù Cristo scopre l'America", mostra Gesù inchiodato a una croce su una piccola barca di legno in Atlantico. In "Bagno di Seni," un uomo si rilassa in una vasca piena di tette galleggiante.
Come il suo ambiente, la mente Ferlinghetti è in costante rimescolamento attraverso la sua enciclopedia conservati di autori, artisti e movimenti. Egli incoraggia il pensiero indipendente, e preferiscono spazzare il pavimento di dover spiegare qualcosa. Questo è evidente dalla scopa in un angolo del suo studio. Ha un cappello da pittore in cima la maniglia con un cartello che recita "Art Process Driven". Ferlinghetti non ha alcun desiderio di essere un professore e ritiene che il lavoro, non delle labbra, dovrebbe fare un artista parla. "L'arte deve farcela da sola, senza spiegazioni o spiegazioni e lo stesso vale per la poesia. Se la poesia o la pittura deve essere spiegato, allora è un fallimento nella comunicazione ".
Ferlinghetti ha chiamato a casa di San Francisco dal 1951. Ha viaggiato cross-country con il treno che l'inverno e ha preso un traghetto da Oakland. "San Francisco era ancora una piccola città poi," riflette. "E 'stato come vedere Tunisi dal mare. E 'stato molto mediterranea cercando. Ci sono stati pochissimi gli edifici che non erano bianchi e non c'erano grattacieli. Ora ti rendi conto che ci sono il doppio delle persone a San Francisco come ci sono stati nel 1951 e due volte come molte persone nel mondo per quella materia? E 'davvero difficile da credere. Quindi ci sono il doppio dei furfanti e idealisti il doppio. "
Nel 1953, Ferlinghetti ampliato il suo portafoglio con l'apertura di City Lights Bookstore & Publishing Co. con Peter D. Martin. Il negozio funky è stato riempito fino all'orlo con gli autori alle prese-ma-degno. Best-seller non sono mai stati accolti. City Lights cambiato la cultura e la disponibilità della letteratura, diventando il primo all-libreria in edizione economica del paese. Fin dall'inizio, l'obiettivo era quello di rendere libri e poesia a prezzi accessibili e di offrire una selezione estremamente varia. "Quando sono arrivato a San Francisco, librerie chiuso a 5 o 6 PM," riflette Ferlinghetti, "e non erano aperti nei fine settimana. Siamo stati i primi a rimanere aperti dopo la mezzanotte sette notti a settimana. "Luci della città è stato anche uno dei primi a magazzino suoi scaffali pieni di riviste che attraversava la gamma dall'estrema destra all'estrema sinistra.
Nel 1955, Ferlinghetti ha iniziato a pubblicare le sue serie Poesia Pocket. I tascabili erano piccoli, chiazza di petrolio ed economico. Per molti lettori, hanno servito come introduzione alla poesia d'avanguardia e hanno caratterizzato tutto, dai battiti alle traduzioni della poesia europea. E 'stata la quarta edizione della serie Pocket Poesia nel 1956 che ha raccolto l'attenzione nazionale e solidificato ruolo Ferlinghetti come un rinnegato. "I poeti e gli artisti dovrebbero essere nemici dello Stato", Ferlinghetti ha detto. Ha messo la sua libertà sulla linea di una copia di backup. Ginsberg aveva scritto una poesia intitolata Howl che castigato società consumistica americana. Ferlinghetti conosceva la lingua è ruvida, ma creduto nel suo messaggio. Così l'ha pubblicata.
Oggi, Luci della città continua ad essere uno dei più popolari librerie indipendenti del mondo. Nel 1997, la città di nome Ferlinghetti il primo vincitore del poeta di San Francisco. Durante il suo discorso di accettazione disse: "Preferisco essere Poeta Laureato di San Francisco che ovunque, perché questa città è sempre stata un centro di poetica, una frontiera per la vita libera dalla poetica, forse più con poeti e lettori di poesia più di qualsiasi altra città il mondo ". Ferlinghetti offerti suggerimenti per rendere la città un posto migliore, tra cui divieto catene di negozi, proteggendo North Beach come" biciclette centro storico ", e dando la priorità ai pedoni e più automobili. Ha anche suggerito pittura Golden Gate Bridge oro, Coit Tower inclinazione come Pisa, e chiedendo che non gli Angeli Blu picchiata bombardare la città ogni anno.
Anche se sarebbe stato l'ultimo a dirlo, la conoscenza Ferlinghetti è profonda e le sue realizzazioni sono voluminosi. Dopo aver fatto il suo segno nel mondo, si torna alla pittura lirica e biancheria intima femminile italiana, e questo è solo il modo Fluxus madre che lo vuole.
Scritto da: Ben Bamsey
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