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giovedì 30 agosto 2012

Si riapre il cantiere delle belle arti Trasalimenti il 20 dicembre 1012 con opere pittoriche di FRIDA KAHLO e DIEGO RIVERA. Per chiudere a ottobre 2913 con le sculture di LOUISE BOURGEOIS e i MOSAICI di BISANZIO.

arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.

sabato 27 novembre 2010

Davide Sottanelli_arte_trasalimenti








Davide Sottanelli "Trittico delle giustizie"
cm. 216x, smalti su sabbia 62 E
Tela.





                                                                                       Davide Sottanelli "Narciso"
cm.60x60, smalti, sabbia e specchio su tela








NATO un Monchengladbach 1976, Liceo Artistico, Accademia di Belle Arti, Docente di Disegno e Storia dell'Arte, l'assistente di Fabio Mauri dal 2002 al 2004, coordinatore del Laboratorio Didattico per Solstizio, l'assistente di Giuseppe Stampone dal 2005.
                                                                                   Marina

sabato 20 novembre 2010

LA VETRINA DELL’AUTORE Liberodiscrivere® arte_trasalimenti.

LA VETRINA DELL’AUTORE
Liberodiscrivere®

domenica 28 novembre 2010 a partire dalle ore 18
presso il CROONER SWING CLUB Via dei Giustiniani 69/71r, Genova
www.Liberodiscrivere.it <http://www.Liberodiscrivere.it>


Gli autori che hanno un libro da proporre edito con qualsiasi casa editrice o autoedito, potranno incontrarsi sia con gli autori di Liberodiscrivere® sia con i loro potenziali lettori e acquirenti. Un vero e proprio happening letterario aperto a tutti. Una vetrina che unisce la tradizionale 'bancarella dei libri' all'incontro conviviale fra pubblico e autori. Ogni autore salirà sul palco, si presenterà al folto pubblico accompagnato da buona musica, uno stuzzicante aperitivo seguito da una ricca cena a buffet. I titoli, di tutti gli autori presenti, saranno esposti in un apposito spazio libreria all’ingresso del locale. L’incasso delle copie vendute resterà all’autore.

Aperitivo e Cena tutto compreso Euro 28,00
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Maria Cristina De Felice
tel. 3356900223 - mail: mhtml:{033EE7C3-1A0F-45F0-A9D2-30092C4AD5D0}mid://00000004/!x-usc:cdefelice@liberodiscrivere.it

Antonello Cassan

Ettore Le Donne_trasalimenti 2010_Rocca Calascio.


...un artista contemporaneo di rilevante spessore culturale e di vasta esperienza, sperimentatore di molteplici linguaggi espressivi: dai disegni, ai dipinti a tempera e ad olio di matrice iperspazialista, ai collage, agli sconfinamenti extrapittorici e concettuali degli anni Settanta e Ottanta fino ad oggi, quali la performance ed il ready-made, il teatro, l'installazione, l'ambiente, gli scritti teorici....



Ettore e Ilija Soskic

arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.

giovedì 18 novembre 2010

Gianni Valentini_trasalimenti

Con Ilija Soskic


 




Rocca Calascio 2010


martedì 16 novembre 2010

Mauro Di Giuseppe_trasalimenti art


 le opere di Mauro Di Giuseppe.

letteralmente «stare in disparte, isolarsi» e' un termine giapponese che sta ad indicare un fenomeno comportamentale riguardante gli adolescenti e i giovani postadolescenti in cui si rigetta la vita pubblica e si evita qualsiasi coinvolgimento sociale.Si tende quindi ad isolarsi chiudendosi nelle proprie case e interrompendo ogni genere di rapporto con gli altri, fuori dalle mura domestiche. L'hikikomori diventa schiavo della propria vita sedentaria, gioca con videogiochi e guarda la televisione durante tutto il proprio tempo libero.L'unicomezzo di comunicazione che usa e' internet,con cui si crea un vero e proprio mondo tutto suo, con amici conosciuti online.

Trattandosi di una se-clusione dal contesto sociale quindi autoisolamento.Hikikomori e' la forma sostantiva di due verbi:HIKU, indietreggiare, e KOMORU, isolarsi, nascondersi; in giappone, e ormai nelle altre lingue, hikikomori indica sia il fenomeno che il soggetto colpito da tale fenomeno. Una provocazione quindi…questo e' il senso dei lavori di Mauro Di Giuseppe. Nella fase iniziale strizzano l'occhio agli eventi sociali utilizzandoli a pretesto come ricerca segnica da trasferire sulla tela.

A tal proposito ne sono un chiaro esempio Hikikomori, Ground Zero, Senza Titolo, Bagdad.

sabato 13 novembre 2010

Giorgio De Marchis_trasalimenti

Giorgio de Marchis Bonanni d'Ocre (L'Aquila 1930 - Roma 2009) recentemente scomparso, noto per i suoi studi sull'arte italiana degli anni Sessanta e Settanta,dopo gli studi liceali a L'Aquila si laurea in filologia classica a Pisa, perfezionandosi a Parigi e Bruxelles, collaboratore di numerose riviste tra cui Art International, Colloquio, L'Espresso e Il Giornale dell'Arte, direttore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, giunge nel 1964 per concorso alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma a cui dedicherà l'intero cursus da ispettore a Soprintendente (1980-81), Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Tokio (1974-1993), Ispettore centrale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (1992-1994) . Negli ultimi anni era spesso a L'Aquila dove presiedeva la Fondazione a lui intitolata e da lui fondata che conserva documenti per l'arte contemporanea.
Ha pubblicato, tra l'altro, monografie su Ettore Colla (1971), Giulio Turcato (1971), Giacomo Balla (1977), il saggio per Einaudi L'arte in Italia dopo la seconda guerra mondiale ne La Storia dell'arte italiana (1982), per Mondadori il volume Scusi, ma è arte questa? (1991).
Più recentemente, per Sellerio, Il poeta, il ragazzo e la ragazza (1994) e Dell'abitare (1998), per Einaudi Il pittore, l'umanista e il cagnolino (2002), per Allemandi & C. Album di viaggio in quarant'anni di arte italiana: 1960 - 2000 (2005) per Textus La decorazione della Sala Eden. L'Aquila 1931 - 1933 (2005) per Electa Futurismo da ripensare (2007) contributo sulle opere originali di Giacomo Balla che ribadisce ancora una volta l'approcio filologico quale unica possibile modalità di comprensione dell'avanguardia e dell'arte contemporanea.
In ultimo un piccolo libro fuori commercio dedicato alla storia della sua famiglia pubblicata dalla casa editrice aquilana Textus Fatti della casa de Marchis (2008).raccolti e ordinati da Giorgio de Marchis Bonanni d'Ocre nel suo settantacinquesimo anno di età

lunedì 8 novembre 2010

domenica 7 novembre 2010

Lucrezia De Domizio Durini. Il 3 dicembre Parigi.

VI INVITO A PARIGI 3 DICEMBRE
 ia
ECCEZIONALE MOSTRA dell'artista  economista VITANTONIO RUSSO
Finalmente una coragiosa e antimetodologica pubblicazione che analizza il Sistema socio economico culturale dell'Arte nel nostro paese. FrancoAngeli Editore Mi -
La Maison de l’Italie – Cité Universitaire – 74, Boulevard Jourdan – 75014 -
Parigi -Tel. 01.44166300

La mostra rimarrà aperta dal 3° al 31 dicembre 2010 con i seguenti orari:
lunedi - venerdi: 9h-12h e 14h-17h
sabato e domenica: 10h-13h e 16h-19h
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.

sabato 6 novembre 2010

Alberto Burri_arte_trasalimenti

arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.

Ha portato grande fermento nella "città rossa" la prima edizione di Marrakech Art Fair (8-11 ottobre), fiera per l'arte contemporanea promossa da Hicham Daoudi, presidente di un gruppo leader per il mercato dell'arte in Marocco,

Khaled Hafez, «Contaminated Idols», 2007, acrilico e tecnica mista su tela, dittico (ognuno 150 x 200 cm), venduta a una collezione franco-marocchina. Copyright: Galerie Caprice Horn e l'artista, Courtesy Caprice Horn
Mahi Binebine, «Sans titre», 160 x 140 cm, cera e pigmento su legno, Credit photo: Mahi Binebine, Courtesy Galerie Pierre Marie Vitoux.
Romuald Hazoumé, «Nana Wax», 2009, Plastica, tessuto, 45 x 56 x 16 cm, Courtesy MAGNIN.A, photo © Florian Kleinefenn.

Lalla Essaydi, «Harem #14», ed. di 10, 150 x 122 cm, venduta da Galerie Tindouf insieme ad altre fotografie quotate tra 10mila e 20mila €, Courtesy Galerie Tindouf.

MUSEI in MUSICA

La notte di sabato 20 novembre,  Roma si trasformerà nuovamente in un grande palcoscenico per la musica dal vivo grazie alla seconda edizione di MUSEI IN MUSICA,  evento di cultura e spettacolo promosso da Roma Capitale in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e organizzato da Zètema Progetto Cultura. Dopo il grande successo della passata edizione, quest'anno il MiBAC ha esteso l'evento a livello nazionale coinvolgendo molte altre città italiane con oltre 80 spettacoli musicali in alcuni tra i più importanti musei statali

venerdì 5 novembre 2010

Botticelli nelle collezioni Lombarde arte_trasalimenti


In occasione del cinquecentenario della morte dell'artista fiorentino, la mostra Botticelli nelle collezioni lombarde, in programma al Museo Poldi Pezzoli dal 12 novembre 2010 al 28 febbraio 2011, riunisce per la prima volta le opere di uno dei più grandi maestri del Rinascimento italiano conservate nelle collezioni pubbliche milanesi e lombarde.
"È un'occasione unica - dichiara Annalisa Zanni, direttore del Museo - per poter ammirare uno accanto all'altro alcuni dei capolavori di Botticelli "dispersi" in alcuni dei più importanti musei lombardi e forse non noti al grande pubblico, anche perché "immersi" tra altre grandi opere, quanto quelli conservati a Firenze".

Il Museo Poldi Pezzoli, infatti, possiede ben tre opere di Sandro Botticelli: due dipinti di grande qualità, la Madonna del libro e il Compianto sul Cristo morto, e un bellissimo ricamo raffigurante l'Incoronazione della Vergine, eseguito su disegno dell'artista per un cappuccio di piviale.
Accanto a queste opere la mostra presenta importanti prestiti provenienti dalla Pinacoteca dell'Accademia Carrara di Bergamo - il Ritratto di Giuliano de' Medici, la tavola raffigurante la Storia di Virginia Romana e il Redentore Benedicente - e due disegni conservati alla Biblioteca Ambrosiana, appartenenti al celebre Codice Resta, San Tommaso che riceve la cintola dalla Vergine e Pallade Atena.

L'esposizione, a cura di Andrea Di Lorenzo e Annalisa Zanni, intende valorizzare la presenza nelle collezioni lombarde dell'artista fiorentino e guidare il visitatore alla scoperta della sua produzione attraverso una rappresentazione completa delle tecniche in cui si manifestò l'arte di Botticelli e della sua bottega, nel periodo più significativo della sua attività, che va dall'inizio degli anni ottanta alla fine degli anni novanta del Quattrocento.
Seguendo l'evoluzione dello stile dell'artista, la mostra propone una riflessione sui temi della bellezza, della devozione e della penitenza, passando dal carattere pacato e prezioso della Madonna del libro ai toni patetici e drammatici e ai colori squillanti del Compianto. L'esposizione è anche l'occasione di un importante recupero: infatti la Madonna del libro, molto sofferente, è stata restaurata grazie alla generosità di Marta Marzotto, in ricordo della figlia Annalisa.
Botticelli nelle collezioni lombarde prosegue il percorso espositivo del Museo Poldi Pezzoli dedicato al collezionismo, approfondendo il tema della riscoperta dell'artista fiorentino nel corso del XIX secolo a Milano e in Lombardia.

La preparazione della mostra, inoltre, ha portato a importanti scoperte legate alla tavola del Redentore benedicente, che vengono presentate al pubblico per la prima volta. Il dipinto, che in origine faceva parte di un dittico, è stato a lungo trascurato dalla critica e considerato opera di bottega, viene ora attribuito a Botticelli da Everett Fahy, già direttore del dipartimento di pittura europea del Metropolitan Museum di New York. Il pendant, raffigurante la Mater Dolorosa, fino agli anni dieci del Novecento era conservato in una collezione privata di San Pietroburgo ed è oggi considerato perduto, ma il suo aspetto ci è noto grazie al ritrovamento di una riproduzione fotografica, mai pubblicata o segnalata finora nella bibliografia sull'artista, che permetterà di ricostruire virtualmente in mostra il dittico, dopo più di un secolo dal suo smembramento.
L'allestimento, progettato da Luca Rolla e Alberto Bertini, è di grande impatto emotivo, isola i capolavori e, favorendo un incontro personale e diretto con l'opera, permette di coglierne i significati più profondi.

A disposizione dei visitatori, un apparato didattico completo a cura di Stefano Zuffi, costituito da audio guide realizzate da Start s.r.l., che accompagnano nel percorso espositivo e nella comprensione delle opere e da pannelli a cura di Emilio Fioravanti (G&R Associati) per la parte grafica.
Accompagna l'esposizione un catalogo, a cura di Andrea Di Lorenzo, edito da Silvana Editoriale (www.silvanaeditoriale.it), con saggi e schede delle opere dei maggiori esperti dell'artista rinascimentale fiorentino.


Apertura: da mercoledì a lunedì, dalle 10.00 alle 18.00
Chiuso il martedì
Ingresso: 8,00 € | 5.50 € ridotto | bambini fino ai 10 anni gratuito

lunedì 1 novembre 2010

Il restauro dei Bronzi di Riace è aperto al pubblico



È partita l'operazione di valorizzazione dei Bronzi di Riace.
Un team composto da fisici, chimici e restauratori collabora per conoscere l’effettivo stato di salute di questi due capolavori affiorati dalle acque quasi quarant'anni fa e prospettare eventuali interventi mirati.
Ai visitatori viene offerta la possibilità di seguire da vicino le fasi di questa eccezionale operazione.
Il Laboratorio di restauro, allestito nella Sala Monteleone di Palazzo Campanella (sede del Consiglio regionale della Calabria) è aperto al pubblico che può vedere gli esperti all’opera attraverso una vetrata.

Non solo. In occasione della ristrutturazione del Museo Nazionale della Magna Grecia anche gli altri reperti della collezione sono stati trasportati a Palazzo Campanella dove è allestita una mostra per ammirare, tra gli altri, i più importanti esemplari di Pìnakes al mondo.

Un sito web (www.bronzidiriace.org) in continuo aggiornamento permette di seguire le vicende dei Bronzi da ogni parte del globo. Attenzione particolare è stata data alle scuole: l’Area Didattica presente sul sito si rivolge infatti ai più giovani che hanno la possibilità di offrire il proprio punto di vista e confrontarlo con quello degli altri studenti di tutto il paese, per scoprire la ricchezza che queste straordinarie testimonianze del passato custodiscono.






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Informazioni Evento:
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Data Inizio:12 marzo 2010
Data Fine: 12 marzo 2011
Costo del biglietto: visita guidata gratuita
Prenotazione: Facoltativa; Telefono prenotazioni: visite guidate al Laboratorio e alla mostra numero verde 800985164
Luogo: Reggio di Calabria, Palazzo Campanella, Sede del Consiglio regionale
Orario: tutti i giorni (domenica compresa) dalle ore 9.00 alle 19.30
Sito Web: http://www.bronzidiriace.org

Salvatore Giunta e Teresa Pollidori epongono a Venezia

domenica 31 ottobre 2010

Il Teatro alla Moda. Costume di scena - Grandi Stilisti


La Moda è una componente centrale della cultura contemporanea e nell’ambito delle sempre più frequenti e reciproche contaminazioni tra Moda e Arte, un nuovo eccezionale evento espositivo, intitolato Il Teatro alla Moda. Costume di scena.
Grandi Stilisti, sarà alla ribalta a Roma, riunendo per la prima volta le creazioni dei più grandi stilisti italiani, nostra eccellenza nel mondo, per il Teatro, l’Opera e la Danza.
Cento costumi originali, insieme a bozzetti, figurini e a rari documentari video dei relativi spettacoli, saranno allestiti negli spazi del Museo della Fondazione Roma, in via del Corso, dal 5 novembre al 5 dicembre 2010. Sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana, la mostra è promossa da Altaroma, dalla Fondazione Roma e dai Musei Mazzucchelli di Brescia, è prodotta e organizzata con Arthemisia Group, e vede così attuarsi una partnership inedita tra mondo dell’arte e della moda.

La mostra vanta il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero del Turismo, della Provincia di Roma e dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero; vanta inoltre il premio di Alta Rappresentanza della Presidenza della Camera dei Deputati, il contributo di Regione Lazio, Assessorato alla Cultura, Arte e Sport, il supporto dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione di Roma Capitale e la collaborazione della Fondazione Cinema per Roma e della Fondazione Musica per Roma.
Main sponsor a sostegno dell’iniziativa è Barclays Wealth, che insieme agli sponsor American Express, Enel, FPC Partners LLP, e agli sponsor tecnici Fnac e Samsung, ha reso possibile questo straordinario evento nella città di Roma.
La serata inaugurale sarà inoltre un evento charity grazie al coinvolgimento di Agenda Sant’Egidio, un’Associazione senza scopo di lucro che ha come finalità promuovere e favorire il sostegno di tutte le attività contro la povertà e l’assistenza promosse dalla Comunità di Sant’Egidio. Infatti una quota dell’importo dei biglietti d’ingresso alla mostra sarà devoluta all’Associazione.
A cura di Massimiliano Capella, la mostra Il Teatro alla Moda è l’occasione per ammirare abiti e costumi realizzati per famosissime rappresentazioni teatrali, operistiche e coreutiche, da alcuni tra i più importanti stilisti italiani, quali Gianni Versace, Roberto Capucci, Emanuel Ungaro, Fendi, Missoni, Giorgio Armani, Antonio Marras, Romeo Gigli, Alberta Ferretti, Valentino, Enrico Coveri.

Attraverso un’accurata selezione delle loro creazioni, provenienti da prestigiose collezioni teatrali (Teatro alla Scala e Piccolo Teatro di Milano, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Parma, Teatro San Carlo di Napoli, National Opera di Washington DC), oltre che dalle Maison coinvolte e dalle collezioni di attori e cantanti, si ripercorre uno dei momenti più glamour del teatro internazionale moderno e si intende valorizzare l’indiscussa qualità artistica del Made in Italy.
Il titolo è un omaggio al testo “Il Teatro alla Moda” di Benedetto Marcello; trattazione nella forma di saporito commento umoristico del teatro lirico, apparso in prima edizione nel 1720. Si dovrà attendere tuttavia il XX secolo per assistere all’intreccio tra “mondi” diversi; oltrepassando la settorialità delle discipline a favore della condivisione delle arti: dalla pittura alla scultura, dall’architettura al design, dal gesto teatrale al canto e alla danza. Il teatro rappresenta uno dei luoghi privilegiati di questa rivoluzione linguistica e, proprio sul palcoscenico, gli artisti hanno trovato spazio per esprimere la loro fantasia più libera, al servizio di regie, scene e costumi innovativi.

Anche l’alta moda, entra nel “luogo teatro” e vi accede già nell’Ottocento con Worth, Poiret e, soprattutto, nel 1924 quando Coco Chanel, su invito di Sergej Pavlovich Diaghilev (1872-1929), disegna i costumi per Le Train Bleu, di Cocteau.

Dopo questo importante debutto, nel corso del XX secolo, l’affascinante liason tra Moda e Teatro si rafforza. A partire dai primi anni Ottanta nei cartelloni delle più prestigiose compagnie d’opera e balletto compaiono i nomi dei maggiori stilisti italiani le cui straordinarie creazioni si possono oggi ammirare nel percorso dell’esposizione romana, divisa in otto sezioni.


LA MOSTRA

PRIMA SEZIONE: Moda, Teatro e Grandi interpreti
Dagli anni Ottanta del Novecento i grandi nomi della moda italiana si uniscono a quelli di registi, scenografi e, soprattutto, ai grandi interpreti internazionali del teatro: Luciano Pavarotti, Montserrat Caballè, Katia Ricciarelli, Cecilia Gasdia, Luciana Savignano, Carla Fracci, Kiri te Kanawa, Teresa Stratas, Raina Kabaivanska, Luciana Serra, Lucia Aliberti, Sesto Bruscantini.
Ogni volta che un creatore di moda si avvicina al teatro vi imprime il proprio marchio di unicità, andando oltre la ricostruzione filologica propria di un vero costumista. Lo stilista impone la propria griffe e si parla dunque de Il Flauto Magico di Gigli, della Lucia di Lammermoor di Missoni, del Capriccio e della Salomè di Versace, del Così fan Tutte di Armani.
In questa sezione si possono ammirare alcuni importanti esempi usciti dall’atelier di Gianni Versace tra cui spiccano, per il Capriccio di Strauss (in scena a San Francisco, all’Opera House, e a Londra, al Royal Opera House, nel 1990), l’abito creato per Dame Kiri te Kanava interprete della Contessa, interamente ricamato con cristalli policromi che formano motivi geometrici ispirati alle grafiche di Sonia Delaunay; e l’abito ricamato per la ballerina Luciana Savignano interprete di Eva Peron nel Patrice Chéreau, devenu danceur, règle la rencontre de Michima e Eva Péron di Béjart, presentato al Théatre de la Monnaie di Bruxelles nel 1988.
Si trovano qui esposti anche i costumi realizzati da Genny per la Ricciarelli, da Capucci per la Kabaivanska, da Missoni per Pavarotti e di Fendi per la Gasdia.

SECONDA SEZIONE: Fendi. L’opera in Pelliccia
La seconda sezione della mostra è interamente dedicata all’amore delle sorelle Fendi per l’opera lirica. L’opera si mette in pelliccia: costumi con inserti di pelliccia, manicotti, mantelle; tutta l’eleganza delle Fendi viene esibita in numerose produzioni, da Verdi a Puccini, da Mozart a Bizet, con una continuità che non ha eguali.
Uno dei vertici teatrali è rappresentato dal manto in pelliccia rosa color cipria, qui esposto, realizzato nel 1984 e indossato da Raina Kabaivanska per la Traviata di Mauro Bolognini, con i costumi di Piero Tosi, allo Sferisterio di Macerata.
L’impegno operistico più articolato di Fendi è però rappresentato dai sessantatre costumi (di cui tre esempi in mostra) realizzati per Carmen di Bizet all’Arena di Verona nel 1986, con la regia di Pier Luigi Pizzi, in una rilettura di forte impatto cromatico, essenziale e moderna. Una storia dove tutto è danza, passione, movimento e colore, una storia di vita povera e libera, dove i costumi di Fendi creano una sorprendente modernità: jeans con inserti di pelliccia in una esplosione di colori mischiati.

TERZA SEZIONE: Missoni. Dalle nebbie di Scozia alla luce di Africa
I Missoni si presentano nel 1983 al grande pubblico del Teatro alla Scala con 120 costumi disegnati per Lucia di Lammermoor di Donizetti, con regia di Pizzi. Sette di questi abiti sono esposti in mostra e rivelano una suggestiva fusione delle linee e dei materiali impiegati per i modelli con la musica e la storia dell’opera, tratta da Walter Scott, ambientata tra le nebbie di Scozia. D’altra parte, nelle esperienze teatrali, i Missoni rispettano sempre la loro essenza creativa. E così avviene nell’happening Africa di Missoni, ideato per Italia ’90. Ne possiamo ammirare i costumi in cui righe, zig-zag, geometrie primitive, espliciti riferimenti alla cultura Masai, Mali, Atuna, Dogon, Chad, Senufo, Bantù, si intrecciano a simboli artistici più colti, ispirati a Klee e alla cultura metafisica.

QUARTA SEZIONE: Roberto Capucci e le primedonne del belcanto
La sezione illustra l’attività teatrale di Roberto Capucci che nel 1986 debutta sulla scena operistica dell’Arena di Verona, con i suoi 500 metri di taffetas bianco, argento e ghiaccio, utilizzati per i 12 costumi delle vestali in sfilata solenne sulle note di Casta Diva, un omaggio a Maria Callas.
La teatralità delle creazioni di Capucci diventa segno imprescindibile delle primedonne del belcanto che indossano i suoi abiti in occasione di importanti recital. Abiti plasmati sul carattere delle interpreti, sul loro repertorio e sui loro atteggiamenti in scena: l’eleganza dell’attrice-cantante Kabaivanska, la soavità della purezza vocale della Ricciarelli, l’aerea leggerezza della Bonfadelli e la solennità della tragedienne Antonacci.
Nel 2002 vengono presentati al Teatro San Carlo di Napoli due costumi realizzati per un nuovo Capriccio di Strauss, con le scene di Arnaldo Pomodoro. June Anderson indossa nel primo atto un costume in taffetas plissé in nove toni di rosso e nel secondo atto un costume-manto in taffetas e lamé in nove sfumature dal giallo, al beige, all'oro. È questo uno dei rari casi in cui moda, teatro, arte e musica si fondono magistralmente e naturalmente viene messa in scena la capacità espressiva e comunicativa dell’abito-costume che, attraverso l’eloquenza delle stoffe, descrive un carattere, suggerisce e costruisce un personaggio femminile capace di essere unico.

QUINTA SEZIONE: Armani
Il primo impegno di Giorgio Armani come costumista teatrale risale al 1980. Per Janis Martin in Erwartung di Schönberg al Teatro alla Scala, disegna un abito-tunica bianco, segno luminoso in una scena buia e spoglia. Negli impegni teatrali successivi lo stilista lavora come puro creatore di moda, con adattamenti cromatici dei suoi abiti alle scene. Segni della sua produzione si trovano nell’Elektra di Richard Strauss per il Teatro alla Scala nel 1994, in Les Contes D'Hoffmann di Offenbach sempre per la Scala nel 1995, nel Rigoletto di Verdi alla Los Angeles Opera nel 2000 con la regia del cineasta Bruce Beresford e, soprattutto, nel Così fan Tutte di Mozart, presentata il 18 gennaio 1995 alla Royal Opera House Covent Garden di Londra e il mese seguente a Roma.
La produzione teatrale di Armani trova tuttavia il suo terreno d’elezione nella danza e nel musical com’è ben dimostrato dai costumi per Bernstein Dances di Neumeier, per Tosca Amore Disperato (2003) di Lucio Dalla, liberamente ispirata all'opera di Giacomo Puccini, e soprattutto dalla spettacolare Bata de Cola indossata da Joaquin Cortes in Joaquin Cortes Show (2002), mai esposta in Italia prima d’ora.

SESTA SEZIONE: Marras da Sogno
Le suggestioni, il mistero e la magia del teatro shakespeariano inducono Antonio Marras a creare nel 2008 i costumi, qui esposti, per il Sogno di una notte di mezza estate, allestito al Piccolo Teatro di Milano con la regia di Luca Ronconi e le scene di Margherita Palli. La storia, intrisa di libertà e fantasia, dell’amore di Titania e Oberon, di Elena, Lisandro, Ermia e Demetrio, viene trasposta da Ronconi in una sorta di scenario urbano, un bosco-città, una foresta incantata, dove i costumi dello stilista sollecitano il mondo visionario del testo, alternano il tulle oscuro delle fate e la garza bianca stropicciata dei quattro amanti, divise eleganti e, per gli elfi, un look stile vittoriano-dark.

SETTIMA SEZIONE: Il Made in Italy diventa teatro
A partire dalla metà degli anni Novanta, accanto a stilisti che mantengono una continuità nell’impegno teatrale, si registrano apparizioni solitarie, ma sorprendenti, come nel caso di Romeo Gigli che disegna nel 1995 i costumi per Die Zauberflöte di Mozart al Teatro Regio di Parma, esposti in questa sezione; in un gioco di intrecci tra colori, fogge surreali, con riferimenti al passato e a un’idea di futuro, lo stilista mette in risalto il tema della trasformazione dello spirito umano, amplificato dal movimento dei danzatori e dalla voce umana.
Nel segno di Carmen è l’esperienza teatrale di Alberta Ferretti che nel 2001 disegna 490 costumi di scena (di cui cinque magnifici esempi in mostra) per l’opera di Bizet alle terme di Caracalla a Roma, dove reinventa una Spagna essenziale, tutta giocata sui colori bianco, rosso e nero.
Il clima degli anni Venti del Novecento, con riferimenti all’art déco, alla cultura del jazz e del charleston, è rievocato invece nei costumi di Enrico Coveri per i protagonisti di Il Grande Gatsby, andato in scena nel 2000 al Teatro alla Scala e, soprattutto, nei costumi creati da Valentino per l’opera contemporanea in due atti The Dream of Valentino, presentata nel 1994 in prima mondiale al Kennedy Center di Washington DC. La storia di Rodolfo Valentino viene ripercorsa nella sua fase americana, tra il 1913 e il 1926, con creazioni che spaziano dalla rievocazione settecentesca per i costumi à la française di Monsieur Beaucaire, al modello da gaucho per la citazione del film Sangue e Arena, ai modelli femminili che rimandano alle linee e alle decorazioni tipiche degli anni Venti.

OTTAVA SEZIONE: Versace Teatro
“Il teatro è il mio vero amore...” così affermava Gianni Versace parlando della sua passione per l’opera e per la danza. Il teatro per la maison Versace è un impegno continuo, con la creazione di costumi che esprimono pienamente il trionfo del suo gusto barocco, in un’accezione di pura teatralità seicentesca. Lo sguardo di Versace si apre ad una libertà totale di inventiva e la collaborazione con Maurice Béjart, Bob Wilson, Roland Petit, John Cox, William Forsythe e Twyla Tharp gli offre la possibilità di reinventare il passato coniugandolo con il presente.
Si trovano qui riuniti capolavori assoluti, dai costumi per il balletto Josephlegende di Richard Strauss, in scena al Teatro alla Scala nel 1982, a quelli per il Don Pasquale di Gaetano Donizetti del 1984; anno in cui incontra anche il coreografo Maurice Béjart e realizza i costumi del balletto Dionysos. E soprattutto quelli creati nel 1987 per Salomé di Strauss, messa in scena da Bob Wilson al Teatro alla Scala di Milano, in cui raggiunge uno dei suoi vertici creativi: velluto, taffetas e crêpe de chine di seta, organza, raso, cordoni di fili di seta, con un chiaro omaggio a Elsa Schiaparelli, nelle fogge anni Quaranta, e a Roberto Capucci per le maniche a scatola. La regia sdoppiò i personaggi su due piani, i cantanti con modelli altamente scenografici, e i mimi e i ballerini, rivestiti da strutture che sintetizzavano lo spirito del costume principale.
Gli impegni per il teatro diventano per Versace sempre più numerosi; lavora moltissimo con Béjart, ma anche con Roland Petit e l’American Ballet Theatre. L’intreccio tra arte e moda raggiunge l’apice nel 1989 nelle invenzioni per Doktor Faustus, presentato al Teatro alla Scala con la regia di Bob Wilson: intreccio di combinazioni cromatiche e libertà informali delle linee, abiti e copricapi sculture, con segni grafici arditi, netti, ispirati alle invenzioni di Mirò.

Ogni sezione è corredata da un video con immagini tratte dalle principali rappresentazioni teatrali, in cui i costumi ideati dagli stilisti si possono vedere indossati dagli interpreti, godendo così a pieno della bellezza e dell’arte di queste creazioni nel contesto per cui sono nate.

Roma, Museo della Fondazione Roma
Città: Roma
Indirizzo: in via del Corso
Provincia: (RM)
Regione: Lazio

sabato 30 ottobre 2010

Una scultura di Ercole di Markus Lüpertz




Una scultura di Ercole di Markus Lüpertz era in sezioni il mese scorso a Düsseldorf, in Germania. Il lavoro è stato quello di essere trasportati a Gelsenkirchen.
Se il passato è un indicatore del futuro, quindi un ex carbone cittadina mineraria della Ruhr in Germania regione dovrebbero cominciare rinforzo per proteste. I suoi funzionari dovrebbero essere se stessi preparando per la pubblica condanna e la sua forza di polizia dovrebbe essere la creazione di un piano per ostacolare gli atti di vandalismo.
Markus Lüpertz sta per erigere un'altra scultura in uno spazio pubblico, e in passato il suo lavoro è stato, per dirla gentilmente, incompreso. Un pezzo è stato imbrattato con vernice e ricoperta di piume. Un altro è stato picchiato con un martello. Un altro è stato rimosso del tutto dopo manifestanti richiesto, si è da prendere in giù.
"Non importa", disse il signor Lüpertz, uno degli artisti più importanti e influenti della Germania contemporanea, che abbraccia il cliché del genio auto-dichiarato, incompreso nel suo tempo. "L'opinione generale della mia arte è che essa è stata respinta. Attribuisco questo di una mancanza di intelligenza tra la gente. "
Ora, prima di scavare ulteriormente nella nuda e cruda di vista il signor Lüpertz, prendere in considerazione ciò che i residenti della città antica miniera, Gelsenkirchen, troveranno quando si svegliano questo inverno. Sovrastante un paesaggio, una volta dominato da ciminiere e le miniere di carbone, uno-piede-alto 60 statua di Ercole sarà montato in cima ad una torre di 275 metri salendo verso il cielo. Per essere più precisi, sarà di interpretazione astratta Lüpertz Mr. di Ercole. In questo caso, l'uomo forte avrà un solo braccio, con una testa grande, naso a patata, torso e gambe esagerato rachitici che sembrano incapaci di tenere su un tale organismo.
Come sempre, il signor Lüpertz è impegnativo convegno, o come dicono i suoi ammiratori, le aspettative di confondimento.
"Questo è il motivo per cui le persone lo amano e lo odiano", ha detto un grande ammiratore, Klaus Albrecht Schröder, direttore del Museo Albertina di Vienna. "Quando si decide di fare una scultura che raffigura, diciamo Daphne, la più bella nel suo tempo, così bello che anche Apollo si innamorò, si prevede che la bellezza. Quando si ritraggono Mozart, che morì giovane, ci si aspetta un eroe della gioventù, della bellezza. E che cosa Lüpertz offre è la bruttezza della bellezza ".

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