giovedì 12 maggio 2011
Artista FIONA LIBERATORE
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
lunedì 9 maggio 2011
Fratelli Beppe Calgaro
Fratelli Calgaro è il nome di Beppe Calgaro, nato a Tua (Vi) nel 1963. Vive e lavora a Milano.
Mostre personali
2010 "Torno Subito", Vicenza
2007 "Slap club", curata da Luca Beatrice, galleria Dieffe Arte
Contemporanea, Torino
2005 "Ugly Candy: Un giorno di ordinaria follia", Image Furini Arte
Contemporanea, Arezzo, Italia
Mostre collettive
2008 "Forme del tempo", Biennale di Alessandria, Video Fotografia
Contemporanea, Alessandria, Italia
Mostre personali
2010 "Torno Subito", Vicenza
2007 "Slap club", curata da Luca Beatrice, galleria Dieffe Arte
Contemporanea, Torino
2005 "Ugly Candy: Un giorno di ordinaria follia", Image Furini Arte
Contemporanea, Arezzo, Italia
Mostre collettive
2008 "Forme del tempo", Biennale di Alessandria, Video Fotografia
Contemporanea, Alessandria, Italia
2007 "VIII Premio Cairo", Palazzo della Permanente, Milano
2006 "La donna Oggetto, Miti e metamorfosi al Femminile
1900-2005 ", Castello di Vigevano, Vigevano, Italia
"Ars in Fabula", Palazzo Pretorio, Certaldo (Si), Italia
2005 "Seven", Palazzo Pretorio, Certaldo (Si), Italia
2004 " Anteprima XIV Quadriennale, Promotrice delle Belle Arti,
Torino
2003 "Mito Contemporaneo - Fututrismo e Oltre", Lamec
(Laboratorio per l'Arte Contemporanea), Vicenza, Italia
Osservate l’accento con cui un uomo pronuncia la parola verità. Giusto la verità è verità. L’inflessione di sicurezza, il fiato che spreca e come lo dosa quando vaneggia. Alitando in punta di piedi sulla ruvida vetrata della verità. Notate lo stato di riserva che ci mette, l’aria di chi ci crede o di chi ne dubita, e sarete informati sulla natura delle sue opinioni. Sarete immediatamente partecipi della qualità di quel che ormai non ha più nome. Del suo spirito. Eppure, non si trova parola più vuota, nonostante tutti ne facciano un ideale che legittima e suggella. La verità come significato univoco, vista verticale, onnipossente sulla realtà. Gli uomini ne trasformano il nonsenso in un criterio che diventa il fine ultimo del pensiero. È questa la sola superstizione che legittima la scelta più comune. Che la verità raminga, inaccessibile, irraggiungibile e per nulla servizievole sia comunque importante. Perché, a tutti i costi, da qualche parte e per qualche ragione, è necessario credere che la verità, se esiste, accada. Possibile e mai certa.
Alla Fratelli Calgaro (fondata da Beppe Calgaro nel 2003) la vera verità sono gli occhi chiusi. Quel duo oculare che, instancabile, cerca proprio e soltanto in un punto. Laddove non c’è che buio. Quando poi si spalancano le ciglia, quando si decide di guardare davvero, allora la visione deve necessariamente ingannare la logica. Come a dimostrare che questo è il vero, in galleria compaiono una dozzina di scatti, di grandi dimensioni. Dentro ogni cornice, scura e spessa, si aprono, divaricate, finestre a metà. Mezze allucinazioni proiettate su set di moda e mezze parodie inscenate sugli stati di equilibrio. Chi visita lo Slap Club (il “club dell’affronto”, da mettere forse in relazione con il primigenio Fight club) si tenga pronto a una serie di slice of (fake) life. Ogni immagine è un palco a sé, una quinta sottratta al bilico di sottili, borghesi, composti nonsense. È inutile affaticarsi a cercare la salvezza, quell’indulgenza prevista nella pace della soluzione (Rosso Prealpi). È impensabile cercare di raccapezzarsi nelle volute delle citazioni (si vedano i manierismi alla Guy Bordin in Weddingcrash II). È più semplice lusingarsi del fatto che la rivelazione del vero si trovi comunque fuoricampo (To our cousin Terry II). Al di là dei dettagli indagatori, ben oltre gli indizi seminati sulle scene del crimine dai Fratelli Calgaro.
domenica 8 maggio 2011
Biennale di Venezia - padiglione Italia 2011.LAMPEDUSA.
sabato 7 maggio 2011
Biennale di Venezia - padiglione Italia 2011.Risposta di Gian Ruggero Manzoni su Facebook.
Gian Ruggero Manzoni
@ Enrico Manera. Forse anche tu non hai inteso completamente quello che ho scritto. 1) Io non difendo il Sistema dell'Arte Imperante in Italia (cioè quello dalla puzzetta sotto il naso che ben conosciamo e delle tante mafie e mafiette), in...fatti ho scritto riguardo ai fidi di Sgarbi (un tentativo sempre del Vittorio di creare un altro Sistema parallelo al primo, dal quale lui è escluso, andando a pescare il "fenomeno di periferia", in base a suoi criteri che ben conosciamo, e si vedano le mostre che cura e per chi scrive, un Sistema, il suo, con meno efficacia finanziaria e propositiva dell'altro (del resto sappiamo benissimo che, a prescindere dalle valenze artistiche, ma per visibilità, gestione spazi pubblici che contano, soldi che girano, cataloghi con le edizioni che li distribuiscono nelle libreri, galleristi etc. esistono vari livelli, come per il calcio, realtà di seria A, B, C, D, promozione, dilettanti, amatori, dopolavoristi e via così, ed è inutile raccontarla diversamente, è come se dicessi che chi è a Roma in Parlamento non abbia le leve del potere... che poi io preghi perché mi diano il via per sgozzarli è un altro paio di maniche)... dicevo, infatti ho scritto sopra: "...quelli che non sono i fidi del Sistema dell'Arte Contemporanea Italiana "che conta" - o non conta, come meglio credete - cioè gente che non ha alcun peso sia dal punto di vista culturale, quanto dal punto di vista curativo e mercantile...", tanto per sottolineare che, comunque, per il Potere, questa sarà la Biennale dei cialtroni e nulla più (a parte un 10 o 20 nomi) e che nulla peserà sui giochi "alti" (almeno per l'Italia, visto che all'estero non ci caga più nessuno anche per quel che riguarda la nostra serie A, a parte quei 10 nomi ormai storicizzati e artisti già morti da decenni - tutto il resto è out, all'estero... noi siamo out); 2) Ancora una volta si perde l'occasione di dimostrare alle altre nazioni che partecipano che esistono comunque artisti bravi, in Italia, seppure meno conosciuti dei soliti; quindi, se fossi stato io al posto di Sgarbi, avrei sparato secco magari 10 nomi di emergenti o artisti lasciati negli anni nel limbo, di riconosciuta qualità (e li conosco), e avrei dedicato loro il Padiglione Italia con il coraggio che mi appartiene, così che almeno gli stranieri comprendano che c'è ancora un qualcuno che ha la capacità teorica di fare delle scelte nette e che punta su quelle (poi se ne sarebbe discusso), perché le Armate Brancaleone non sono che di nuovo lo specchio dell'andamente generale di questo paese, a tutti i lievlli, e mai pagano... mai vincono; 3) Sgarbi è un personaggio del mondo dell'Arte che non ha alcuna credibilità all'estero, e anche in Italia, a causa del come si muove, quindi anche questo è un gap non da poco, e in tal senso dobbiamo ringraziare il governo che abbiamo: il fatto è che, la destra, non ha frecce culturali nel suo arco, quindi ha ripiegato, per due Biennali, su personaggi come la Buscaroli, bravissima e preparata, ottima storica dell'arte, ma che è comunque ai margini del Sistema (oltre che italiano, soprattutto internazionale, se non ne è completamente fuori), Luca Beatrice che è un "uomo per tutte le stagioni", super inflazionato e privo di qualsiasi capacità teorica (è un mestierante che va a soldi e nulla più), e ora Sgarbi, che sappiamo chi è (ciò comprova che è ancora la sinistra ad avere il gioco buono in mano - ovviamente in Italia... un'Italia, e lo ripeto, che ormai più nulla conta come Nazione con annessi e connessi - cioè ci va dietro tutto a tale mia affermazione); 4) Tutte le Biennali sono state ANCHE politiche, dal 1895 ad oggi (cioè da quando la Biennale è nata - come lo è, ad esempio, il Nobel per la Letteratura), non a caso fu più volta boicottata da certi artisti coi coglioni negli anni 60 e 70; 5) Il Sistema italiano di serie A, per il quale ho a volte lavorato, quando le operazioni mi interessavano culturalmente e mi portavano soldi, o quando stimavo certi uomini che in esso esercitano, l'ho comunque sempre boicottato, tramite i mezzi che avevo, perché, fondamentalmente, da quasi 30anni a questa parte non è altro che una caricatura o un mondo di pippaioli noiosi mafiosetti che si fanno i loro miseri giochetti entro 'sta penisola - il solo che ha respiro internazionale, e lo ripeto, è Celant, gli altri sono dei giocatori di provincia perché anche la seria A italiana non sguazza che in provincia, essendo l'Italia provincia della provincia; 6) Questa sarà la Biennale che darà, illusoriamente, il contentino ai perenni esclusi o sfigati, e nulla più (bieco calcolo anch'esso di Sgarbi e di chi rappresenta); 7) troppi gli artisti o psedutali presentati... anche i bravi rischiano di essere travolti dal becerame; 8) mai come quest'anno se gli artisti o pseudotali italiani avessero nel vero i coglioni e non si vendessero per due euro (come fanno), sarebbe stato l'anno del dire no, non ci sto, piuttosto che giocare in questa maniera, cioè alla maniera di Sgarbi, continuo a fare l'eremita o l'escluso a vita (anche perché, e ripeto anche questo, nulla servirà ad alcuno questo tipo di Biennale; 8) i venduti, in un paese sempre in vendita, albergano a tutti i livelli, cultura inclusa; della serie: non ho mai sopportato le puttane con la maschera da "ingenue" o da "povere sfigate", che si vendono per vanitas e nulla più; 9) gli unici veri protagonisti di questa Biennale saranno coloro che, invitati, hanno saputo dire no, io a 'sta cialtronata non ci sto !!!; 10) già certi artisti invitati al Padiglione Italia stanno dicendo in giro, quale giustificazione per avere accettato, che non è stato tanto Sgarbi a invitarli, quanto Agamben, Bellocchio, tizio e caio, al fine che tutti, sia Sgarbi che loro, abbiano infine un alibi per esserci.; 11) i più dei selezionatori-intellettuali contatati da Sgarbi non hanno un'idea né di pittura, né di scultura, né di arte contemporane in genere, perché il mondo della cultura italiano procede a scomparti dagli anni 60 in poi, a parte una qualche rara eccezioni (si veda il sottoscritto, ad esempio, o Emilio Villa, o Giovanni Testori)... vuoi che continui, Enrico ? Potrei tracciarti altri 10 punti...
Opere di Loredana Iannucci
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
Bjork in Italy with Matthew Barney
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
Matthew Barney at Schaulager Basel
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
Matthew Barney on the origins of "DRAWING RESTRAINT"
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
VTV Classics: Robert Rauschenberg at Jamileh Weber
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
mercoledì 4 maggio 2011
Walter de Maria
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
martedì 3 maggio 2011
Ai Weiwei, A Conversation
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
lunedì 2 maggio 2011
FITZCARRALDO (L.Pavarotti)
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
sabato 30 aprile 2011
Xu Zhen_arte_trasalimenti
Giugno 2009 Xu Zhen lavora sotto il nome della società madein Inc. (per ulteriori informazioni si veda qui)
E 'difficile pensare a un altro talento contemporaneo tanto prolifico quanto Xu Zhen. I suoi progetti articolare frivolezza che comporta una serie di materie. L'artista prende il materiale intrinsecamente leggero e gioca con essa senza condiscendenza: Il suo lavoro comporta umorismo teatrale e la critica sociale, né del tutto grave né, ovviamente, ironico. ampio corpus Xu Zhen di lavoro comprende fotografia, installazioni e video che evoca momenti di complessità. I suoi progetti sono informato dalla performance così come l'arte concettuale.
Il suo recente video installazione "8,848-1,86" (2005) documenta una spedizione sul monte Everest. Qui, Xu Zhen rimosso 1,86 metri della vetta della montagna e trasportato a casa per essere esposta in una vetrina di grandi dimensioni. Il video, tra le altre allusioni, è un commento sottile e divertente sulla politica ufficiale cinese di bonifica Tibet. r
Come dispositivo che significa che usa spesso il concetto di 'corpo', come nel video breve "Rainbow" (2000) visualizzato alla 49 ° Biennale di Venezia. È dotato di quattro minuti di tensione, durante il quale un anonimo schiena nuda a poco a poco cambia colore in base ai marchi emergenti e carne chiaramente definiti. Cesure coincidere con suoni schiaffi che colpiscono la cute in modo improvviso e inaspettato.
Situato in un ambiente quasi-scientifica - forse un laboratorio - lavoro video a 3 canali Xu Zhen "un animale" (2006) gioca in modo inequivocabile con orgoglioso simbolo nazionale della Cina, il panda. Come simbolo riconoscibile della Cina utilizzato come agente della diplomazia, il panda è stata a lungo uno dei preferiti del pubblico. Dovuto principalmente al concetto che la specie ha una carineria affascinante baby-like, e il fatto che di solito è raffigurato disteso tranquillamente mangiando bambù, aggiunge l'immagine di innocenza. "Un animale" sovverte radicalmente o nega questa nozione di innocenti cuteness baby-come inquadrando l'azione tagliente di un panda eiaculare. Un atto, mettendo un eufemismo, non è di solito associata con l'immagine del giocattolo-come dei panda. Trascendendo il concetto cliché del panda come un giocattolo vivente innocente, Xu Zhen entra nell'arena di un'agenda carica, con sentori di questioni socio-politiche e ambientali. lavoro di Xu Zhen veicola significati a più livelli, con un gesto molto sottile e semplice. Non hai bisogno di qualsiasi teorizzazione di comprendere le prestazioni dispari svolto per la fotocamera.
Xu Zhen è nato nel 1977 e diplomato alla Scuola di Shanghai Arts and Craft nel 1996. Attualmente risiede e lavora a Shanghai. Xu Zhen ha vinto il primo premio al Premio China Contemporary Art (2004). E 'stato invitato alla 49a Biennale di Venezia e da allora ha esposto le sue opere ampiamente. mostre recenti includono China Power Station: Part I, Battersea Power Station, (Londra, UK, 2006), sulla mobilità, De Appel, (Amsterdam, Paesi Bassi, 2006), Cina Contemporanea - Arte, Architettura e Visual Culture, Museo Boijmanns van Beuningen (, Rotterdam 2006), Le tredici - Video cinese Ora, PS1 Contemporary Art Center (New York, 2006), Restless, il Museo di Arte Contemporanea (Shanghai, 2006), Universal Studios (Pechino, 2006) e Xu Zhen, H-Space presso la Galleria ShanghART (Shanghai, 2006).
E 'difficile pensare a un altro talento contemporaneo tanto prolifico quanto Xu Zhen. I suoi progetti articolare frivolezza che comporta una serie di materie. L'artista prende il materiale intrinsecamente leggero e gioca con essa senza condiscendenza: Il suo lavoro comporta umorismo teatrale e la critica sociale, né del tutto grave né, ovviamente, ironico. ampio corpus Xu Zhen di lavoro comprende fotografia, installazioni e video che evoca momenti di complessità. I suoi progetti sono informato dalla performance così come l'arte concettuale.
Il suo recente video installazione "8,848-1,86" (2005) documenta una spedizione sul monte Everest. Qui, Xu Zhen rimosso 1,86 metri della vetta della montagna e trasportato a casa per essere esposta in una vetrina di grandi dimensioni. Il video, tra le altre allusioni, è un commento sottile e divertente sulla politica ufficiale cinese di bonifica Tibet. r
Come dispositivo che significa che usa spesso il concetto di 'corpo', come nel video breve "Rainbow" (2000) visualizzato alla 49 ° Biennale di Venezia. È dotato di quattro minuti di tensione, durante il quale un anonimo schiena nuda a poco a poco cambia colore in base ai marchi emergenti e carne chiaramente definiti. Cesure coincidere con suoni schiaffi che colpiscono la cute in modo improvviso e inaspettato.
Situato in un ambiente quasi-scientifica - forse un laboratorio - lavoro video a 3 canali Xu Zhen "un animale" (2006) gioca in modo inequivocabile con orgoglioso simbolo nazionale della Cina, il panda. Come simbolo riconoscibile della Cina utilizzato come agente della diplomazia, il panda è stata a lungo uno dei preferiti del pubblico. Dovuto principalmente al concetto che la specie ha una carineria affascinante baby-like, e il fatto che di solito è raffigurato disteso tranquillamente mangiando bambù, aggiunge l'immagine di innocenza. "Un animale" sovverte radicalmente o nega questa nozione di innocenti cuteness baby-come inquadrando l'azione tagliente di un panda eiaculare. Un atto, mettendo un eufemismo, non è di solito associata con l'immagine del giocattolo-come dei panda. Trascendendo il concetto cliché del panda come un giocattolo vivente innocente, Xu Zhen entra nell'arena di un'agenda carica, con sentori di questioni socio-politiche e ambientali. lavoro di Xu Zhen veicola significati a più livelli, con un gesto molto sottile e semplice. Non hai bisogno di qualsiasi teorizzazione di comprendere le prestazioni dispari svolto per la fotocamera.
Xu Zhen è nato nel 1977 e diplomato alla Scuola di Shanghai Arts and Craft nel 1996. Attualmente risiede e lavora a Shanghai. Xu Zhen ha vinto il primo premio al Premio China Contemporary Art (2004). E 'stato invitato alla 49a Biennale di Venezia e da allora ha esposto le sue opere ampiamente. mostre recenti includono China Power Station: Part I, Battersea Power Station, (Londra, UK, 2006), sulla mobilità, De Appel, (Amsterdam, Paesi Bassi, 2006), Cina Contemporanea - Arte, Architettura e Visual Culture, Museo Boijmanns van Beuningen (, Rotterdam 2006), Le tredici - Video cinese Ora, PS1 Contemporary Art Center (New York, 2006), Restless, il Museo di Arte Contemporanea (Shanghai, 2006), Universal Studios (Pechino, 2006) e Xu Zhen, H-Space presso la Galleria ShanghART (Shanghai, 2006).
Trasalimenti Tullio Catalano
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Hiroshi Sugimoto: Becoming an Artist | Art21 "Exclusive"
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