domenica 8 maggio 2011
Biennale di Venezia - padiglione Italia 2011.LAMPEDUSA.
sabato 7 maggio 2011
Biennale di Venezia - padiglione Italia 2011.Risposta di Gian Ruggero Manzoni su Facebook.
Gian Ruggero Manzoni
@ Enrico Manera. Forse anche tu non hai inteso completamente quello che ho scritto. 1) Io non difendo il Sistema dell'Arte Imperante in Italia (cioè quello dalla puzzetta sotto il naso che ben conosciamo e delle tante mafie e mafiette), in...fatti ho scritto riguardo ai fidi di Sgarbi (un tentativo sempre del Vittorio di creare un altro Sistema parallelo al primo, dal quale lui è escluso, andando a pescare il "fenomeno di periferia", in base a suoi criteri che ben conosciamo, e si vedano le mostre che cura e per chi scrive, un Sistema, il suo, con meno efficacia finanziaria e propositiva dell'altro (del resto sappiamo benissimo che, a prescindere dalle valenze artistiche, ma per visibilità, gestione spazi pubblici che contano, soldi che girano, cataloghi con le edizioni che li distribuiscono nelle libreri, galleristi etc. esistono vari livelli, come per il calcio, realtà di seria A, B, C, D, promozione, dilettanti, amatori, dopolavoristi e via così, ed è inutile raccontarla diversamente, è come se dicessi che chi è a Roma in Parlamento non abbia le leve del potere... che poi io preghi perché mi diano il via per sgozzarli è un altro paio di maniche)... dicevo, infatti ho scritto sopra: "...quelli che non sono i fidi del Sistema dell'Arte Contemporanea Italiana "che conta" - o non conta, come meglio credete - cioè gente che non ha alcun peso sia dal punto di vista culturale, quanto dal punto di vista curativo e mercantile...", tanto per sottolineare che, comunque, per il Potere, questa sarà la Biennale dei cialtroni e nulla più (a parte un 10 o 20 nomi) e che nulla peserà sui giochi "alti" (almeno per l'Italia, visto che all'estero non ci caga più nessuno anche per quel che riguarda la nostra serie A, a parte quei 10 nomi ormai storicizzati e artisti già morti da decenni - tutto il resto è out, all'estero... noi siamo out); 2) Ancora una volta si perde l'occasione di dimostrare alle altre nazioni che partecipano che esistono comunque artisti bravi, in Italia, seppure meno conosciuti dei soliti; quindi, se fossi stato io al posto di Sgarbi, avrei sparato secco magari 10 nomi di emergenti o artisti lasciati negli anni nel limbo, di riconosciuta qualità (e li conosco), e avrei dedicato loro il Padiglione Italia con il coraggio che mi appartiene, così che almeno gli stranieri comprendano che c'è ancora un qualcuno che ha la capacità teorica di fare delle scelte nette e che punta su quelle (poi se ne sarebbe discusso), perché le Armate Brancaleone non sono che di nuovo lo specchio dell'andamente generale di questo paese, a tutti i lievlli, e mai pagano... mai vincono; 3) Sgarbi è un personaggio del mondo dell'Arte che non ha alcuna credibilità all'estero, e anche in Italia, a causa del come si muove, quindi anche questo è un gap non da poco, e in tal senso dobbiamo ringraziare il governo che abbiamo: il fatto è che, la destra, non ha frecce culturali nel suo arco, quindi ha ripiegato, per due Biennali, su personaggi come la Buscaroli, bravissima e preparata, ottima storica dell'arte, ma che è comunque ai margini del Sistema (oltre che italiano, soprattutto internazionale, se non ne è completamente fuori), Luca Beatrice che è un "uomo per tutte le stagioni", super inflazionato e privo di qualsiasi capacità teorica (è un mestierante che va a soldi e nulla più), e ora Sgarbi, che sappiamo chi è (ciò comprova che è ancora la sinistra ad avere il gioco buono in mano - ovviamente in Italia... un'Italia, e lo ripeto, che ormai più nulla conta come Nazione con annessi e connessi - cioè ci va dietro tutto a tale mia affermazione); 4) Tutte le Biennali sono state ANCHE politiche, dal 1895 ad oggi (cioè da quando la Biennale è nata - come lo è, ad esempio, il Nobel per la Letteratura), non a caso fu più volta boicottata da certi artisti coi coglioni negli anni 60 e 70; 5) Il Sistema italiano di serie A, per il quale ho a volte lavorato, quando le operazioni mi interessavano culturalmente e mi portavano soldi, o quando stimavo certi uomini che in esso esercitano, l'ho comunque sempre boicottato, tramite i mezzi che avevo, perché, fondamentalmente, da quasi 30anni a questa parte non è altro che una caricatura o un mondo di pippaioli noiosi mafiosetti che si fanno i loro miseri giochetti entro 'sta penisola - il solo che ha respiro internazionale, e lo ripeto, è Celant, gli altri sono dei giocatori di provincia perché anche la seria A italiana non sguazza che in provincia, essendo l'Italia provincia della provincia; 6) Questa sarà la Biennale che darà, illusoriamente, il contentino ai perenni esclusi o sfigati, e nulla più (bieco calcolo anch'esso di Sgarbi e di chi rappresenta); 7) troppi gli artisti o psedutali presentati... anche i bravi rischiano di essere travolti dal becerame; 8) mai come quest'anno se gli artisti o pseudotali italiani avessero nel vero i coglioni e non si vendessero per due euro (come fanno), sarebbe stato l'anno del dire no, non ci sto, piuttosto che giocare in questa maniera, cioè alla maniera di Sgarbi, continuo a fare l'eremita o l'escluso a vita (anche perché, e ripeto anche questo, nulla servirà ad alcuno questo tipo di Biennale; 8) i venduti, in un paese sempre in vendita, albergano a tutti i livelli, cultura inclusa; della serie: non ho mai sopportato le puttane con la maschera da "ingenue" o da "povere sfigate", che si vendono per vanitas e nulla più; 9) gli unici veri protagonisti di questa Biennale saranno coloro che, invitati, hanno saputo dire no, io a 'sta cialtronata non ci sto !!!; 10) già certi artisti invitati al Padiglione Italia stanno dicendo in giro, quale giustificazione per avere accettato, che non è stato tanto Sgarbi a invitarli, quanto Agamben, Bellocchio, tizio e caio, al fine che tutti, sia Sgarbi che loro, abbiano infine un alibi per esserci.; 11) i più dei selezionatori-intellettuali contatati da Sgarbi non hanno un'idea né di pittura, né di scultura, né di arte contemporane in genere, perché il mondo della cultura italiano procede a scomparti dagli anni 60 in poi, a parte una qualche rara eccezioni (si veda il sottoscritto, ad esempio, o Emilio Villa, o Giovanni Testori)... vuoi che continui, Enrico ? Potrei tracciarti altri 10 punti...
Opere di Loredana Iannucci
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
Bjork in Italy with Matthew Barney
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Matthew Barney at Schaulager Basel
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Matthew Barney on the origins of "DRAWING RESTRAINT"
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VTV Classics: Robert Rauschenberg at Jamileh Weber
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
mercoledì 4 maggio 2011
Walter de Maria
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
martedì 3 maggio 2011
Ai Weiwei, A Conversation
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
lunedì 2 maggio 2011
FITZCARRALDO (L.Pavarotti)
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
sabato 30 aprile 2011
Xu Zhen_arte_trasalimenti
Giugno 2009 Xu Zhen lavora sotto il nome della società madein Inc. (per ulteriori informazioni si veda qui)
E 'difficile pensare a un altro talento contemporaneo tanto prolifico quanto Xu Zhen. I suoi progetti articolare frivolezza che comporta una serie di materie. L'artista prende il materiale intrinsecamente leggero e gioca con essa senza condiscendenza: Il suo lavoro comporta umorismo teatrale e la critica sociale, né del tutto grave né, ovviamente, ironico. ampio corpus Xu Zhen di lavoro comprende fotografia, installazioni e video che evoca momenti di complessità. I suoi progetti sono informato dalla performance così come l'arte concettuale.
Il suo recente video installazione "8,848-1,86" (2005) documenta una spedizione sul monte Everest. Qui, Xu Zhen rimosso 1,86 metri della vetta della montagna e trasportato a casa per essere esposta in una vetrina di grandi dimensioni. Il video, tra le altre allusioni, è un commento sottile e divertente sulla politica ufficiale cinese di bonifica Tibet. r
Come dispositivo che significa che usa spesso il concetto di 'corpo', come nel video breve "Rainbow" (2000) visualizzato alla 49 ° Biennale di Venezia. È dotato di quattro minuti di tensione, durante il quale un anonimo schiena nuda a poco a poco cambia colore in base ai marchi emergenti e carne chiaramente definiti. Cesure coincidere con suoni schiaffi che colpiscono la cute in modo improvviso e inaspettato.
Situato in un ambiente quasi-scientifica - forse un laboratorio - lavoro video a 3 canali Xu Zhen "un animale" (2006) gioca in modo inequivocabile con orgoglioso simbolo nazionale della Cina, il panda. Come simbolo riconoscibile della Cina utilizzato come agente della diplomazia, il panda è stata a lungo uno dei preferiti del pubblico. Dovuto principalmente al concetto che la specie ha una carineria affascinante baby-like, e il fatto che di solito è raffigurato disteso tranquillamente mangiando bambù, aggiunge l'immagine di innocenza. "Un animale" sovverte radicalmente o nega questa nozione di innocenti cuteness baby-come inquadrando l'azione tagliente di un panda eiaculare. Un atto, mettendo un eufemismo, non è di solito associata con l'immagine del giocattolo-come dei panda. Trascendendo il concetto cliché del panda come un giocattolo vivente innocente, Xu Zhen entra nell'arena di un'agenda carica, con sentori di questioni socio-politiche e ambientali. lavoro di Xu Zhen veicola significati a più livelli, con un gesto molto sottile e semplice. Non hai bisogno di qualsiasi teorizzazione di comprendere le prestazioni dispari svolto per la fotocamera.
Xu Zhen è nato nel 1977 e diplomato alla Scuola di Shanghai Arts and Craft nel 1996. Attualmente risiede e lavora a Shanghai. Xu Zhen ha vinto il primo premio al Premio China Contemporary Art (2004). E 'stato invitato alla 49a Biennale di Venezia e da allora ha esposto le sue opere ampiamente. mostre recenti includono China Power Station: Part I, Battersea Power Station, (Londra, UK, 2006), sulla mobilità, De Appel, (Amsterdam, Paesi Bassi, 2006), Cina Contemporanea - Arte, Architettura e Visual Culture, Museo Boijmanns van Beuningen (, Rotterdam 2006), Le tredici - Video cinese Ora, PS1 Contemporary Art Center (New York, 2006), Restless, il Museo di Arte Contemporanea (Shanghai, 2006), Universal Studios (Pechino, 2006) e Xu Zhen, H-Space presso la Galleria ShanghART (Shanghai, 2006).
E 'difficile pensare a un altro talento contemporaneo tanto prolifico quanto Xu Zhen. I suoi progetti articolare frivolezza che comporta una serie di materie. L'artista prende il materiale intrinsecamente leggero e gioca con essa senza condiscendenza: Il suo lavoro comporta umorismo teatrale e la critica sociale, né del tutto grave né, ovviamente, ironico. ampio corpus Xu Zhen di lavoro comprende fotografia, installazioni e video che evoca momenti di complessità. I suoi progetti sono informato dalla performance così come l'arte concettuale.
Il suo recente video installazione "8,848-1,86" (2005) documenta una spedizione sul monte Everest. Qui, Xu Zhen rimosso 1,86 metri della vetta della montagna e trasportato a casa per essere esposta in una vetrina di grandi dimensioni. Il video, tra le altre allusioni, è un commento sottile e divertente sulla politica ufficiale cinese di bonifica Tibet. r
Come dispositivo che significa che usa spesso il concetto di 'corpo', come nel video breve "Rainbow" (2000) visualizzato alla 49 ° Biennale di Venezia. È dotato di quattro minuti di tensione, durante il quale un anonimo schiena nuda a poco a poco cambia colore in base ai marchi emergenti e carne chiaramente definiti. Cesure coincidere con suoni schiaffi che colpiscono la cute in modo improvviso e inaspettato.
Situato in un ambiente quasi-scientifica - forse un laboratorio - lavoro video a 3 canali Xu Zhen "un animale" (2006) gioca in modo inequivocabile con orgoglioso simbolo nazionale della Cina, il panda. Come simbolo riconoscibile della Cina utilizzato come agente della diplomazia, il panda è stata a lungo uno dei preferiti del pubblico. Dovuto principalmente al concetto che la specie ha una carineria affascinante baby-like, e il fatto che di solito è raffigurato disteso tranquillamente mangiando bambù, aggiunge l'immagine di innocenza. "Un animale" sovverte radicalmente o nega questa nozione di innocenti cuteness baby-come inquadrando l'azione tagliente di un panda eiaculare. Un atto, mettendo un eufemismo, non è di solito associata con l'immagine del giocattolo-come dei panda. Trascendendo il concetto cliché del panda come un giocattolo vivente innocente, Xu Zhen entra nell'arena di un'agenda carica, con sentori di questioni socio-politiche e ambientali. lavoro di Xu Zhen veicola significati a più livelli, con un gesto molto sottile e semplice. Non hai bisogno di qualsiasi teorizzazione di comprendere le prestazioni dispari svolto per la fotocamera.
Xu Zhen è nato nel 1977 e diplomato alla Scuola di Shanghai Arts and Craft nel 1996. Attualmente risiede e lavora a Shanghai. Xu Zhen ha vinto il primo premio al Premio China Contemporary Art (2004). E 'stato invitato alla 49a Biennale di Venezia e da allora ha esposto le sue opere ampiamente. mostre recenti includono China Power Station: Part I, Battersea Power Station, (Londra, UK, 2006), sulla mobilità, De Appel, (Amsterdam, Paesi Bassi, 2006), Cina Contemporanea - Arte, Architettura e Visual Culture, Museo Boijmanns van Beuningen (, Rotterdam 2006), Le tredici - Video cinese Ora, PS1 Contemporary Art Center (New York, 2006), Restless, il Museo di Arte Contemporanea (Shanghai, 2006), Universal Studios (Pechino, 2006) e Xu Zhen, H-Space presso la Galleria ShanghART (Shanghai, 2006).
Trasalimenti Tullio Catalano
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
Hiroshi Sugimoto: Becoming an Artist | Art21 "Exclusive"
arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.
venerdì 29 aprile 2011
BerlinOttanta Pittura irruenta
BerlinOttanta. Pittura irruenta, a cura di Alberto Fiz, s’inaugura il 30 aprile per rimanere aperta sino al 9 ottobre ed è promossa dalla Provincia di Catanzaro – Assessorato alla Cultura con il patrocinio della Regione Calabria, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria.
“Il MARCA presenta un progetto di grande impegno internazionale che pone l’attenzione sulle vicende storiche che hanno coinvolto Berlino durante un decennio cruciale come quello degli anni Ottanta”, ha affermato Wanda Ferro Presidente della Provincia di Catanzaro. “Si tratta di una mostra originale e coraggiosa che ci consente di riflettere sull’arte, così come sulla nostra storia recente ampliando e approfondendo il dibattito culturale.”
“Il MARCA presenta un progetto di grande impegno internazionale che pone l’attenzione sulle vicende storiche che hanno coinvolto Berlino durante un decennio cruciale come quello degli anni Ottanta”, ha affermato Wanda Ferro Presidente della Provincia di Catanzaro. “Si tratta di una mostra originale e coraggiosa che ci consente di riflettere sull’arte, così come sulla nostra storia recente ampliando e approfondendo il dibattito culturale.”
Sono state selezionate 70 opere, tra grandi dipinti, disegni e tecniche miste rigorosamente degli ottanta. Tutti di artisti che in quegli anni e in quel singolarissimo contesto culturale ed esistenziale hanno scelto di riconoscersi nella pittura riproponendola come linguaggio d’elezione per raccontare e raccontarsi.
Sono artisti come Rainer Fetting, Helmut Middendorf, Salomé, Bernd Zimmer messi in relazione con i loro predecessori Georg Baselitz, Karl Horst Hödicke, Bernd Koberling e Markus Lüpertz.
“BerlinOttanta rilegge una vicenda che ha profondamente influenzato gli esiti dell’arte contemporanea ponendo al centro una città dagli infiniti risvolti storici, politici, ideologici ed esistenziali”, afferma Alberto Fiz. “Berlino dilaniata e divisa in due, non è solo il luogo dove avviene la trasformazione dell’arte, ma diventa, spesso, il soggetto dell’indagine pittorica contribuendo a riproporre l’attualità della pittura intesa come progetto intorno alla quale si sviluppa l’identità.”
L’esposizione propone il ritorno della pittura attraverso il dialogo tra gli artisti che, sin dagli anni sessanta, hanno posto le basi per un cambiamento profondo del linguaggio estetico e il gruppo dei più giovani che si è imposto all’inizio degli anni ottanta attraverso un’indagine pittorica dai tratti fortemente provocatori, caratterizzata da toni spesso violenti e provocatori, in netta opposizione rispetto al linguaggio allora dominante.
Proprio il 1980 è l’anno in cui si presenta al pubblico il gruppo di pittori berlinesi Rainer Fetting, Helmut Middendorf, Salomé, Bernd Zimmer che nel 1977 aveva istituito la Galerie am Mortizplatz, una galleria autogestita.
La loro mostra proposta alla Haus am Waldsee di Berlino aveva come titolo Heftige Malerei (da qui prende spunto il titolo della rassegna al MARCA) e sintetizza la ribellione nei confronti dei canoni dominanti attraverso una figuratività sensibilmente percepibile che s’ispira ai temi della storia dell’arte ponendola in parallelo con l’attualità quotidiana dei media, della musica, della cultura punk, così come ai temi di carattere politico o sessuale. High and low si mescolano in un unico contesto dove Vincent Van Gogh e Paul Gauguin sono calati nella metropoli accentuando il clima esotico e allucinato (Van Gogh in metropolitana è una monumentale composizione di Fetting di oltre tre metri esposta in mostra).
A prevalere è una visione soggettiva che passa attraverso l’esperienza personale dell’artista in diretta relazione con il contesto sociale. Sullo sfondo c’è sempre Berlino (di Middendorf, per esempio, viene esposto un emblematico dipinto del 1989 dedicato alla caduta del Muro, mentre Hödicke rappresenta lo spazio che divide Berlino Ovest da Berlino Est con una tigre in gabbia). Ma non mancano nemmeno le riflessioni sul paesaggio condotte da Bernd Zimmer che ne impone una visione stilisticamente postmoderna.
I Moritz Boys, così venivano chiamati gli artisti di Moritzplatz, avevano uno spiccato senso del ritmo, del tempo e della velocità. “Non eravamo pittori punk ma la musica risuonava ovunque nelle nostre opere”, hanno affermato.
Si tratta di un vero e proprio sconvolgimento rispetto ad una ricerca algida e minimalista che coinvolgeva l’osservatore sul piano intellettuale ma non su quello emotivo. “Ero sempre nel luogo dove accadevano eventi eccitanti”, ha affermato Fetting.
Il ritorno alla pittura è un fenomeno che investe tutta la Germania (accanto a Berlino si diffonde soprattutto a Colonia e a Dusseldorf) ma anche Francia, Spagna, Stati Uniti e soprattutto l’Italia dove nel 1980 gli artisti della Transavanguardia, guidati da Achille Bonito Oliva, vengono proposti alla Biennale di Venezia.
Sono molte le mostre che affrontano le nuove problematiche poste dalla pittura e tra queste è sufficiente ricordare A New Spirit in Painting curata nel 1981 da Chrstos Joachimides alla Royal Academy di Londra a cui segue, l’anno successivo, al Martin-Gropius-Bau di Berlino Zeitgeist curata sempre da Joachimides insieme a Norman Rosenthal. Una vicenda che si concluderà simbolicamente nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino.
Accanto ai dipinti e alle opere su carta degli anni ottanta, la mostra si completa con una serie di testimonianze multimediali su Berlino che comprende la fotografia, il cinema e la musica underground. La metropoli tedesca, infatti, è stato il luogo dove maggiormente si è sviluppata la produzione di film alternativi all’industria con la diffusione, in particolare, del super-8. In mostra vengono proiettate rare sperimentazioni cinematografiche realizzate da Fetting e Middendorf accanto ad una serie di opere prodotte da gruppi molto noti a Berlino come gli OYKO o filmaker come Michael Brynntrup. Non manca nemmeno una serie di fotografie originali di Ann Jud, Manfred Hamm e Rolf Von Bergmann, oltre alle proiezioni di Ulrike Ottinger e di Helga Reidemeister a cui si aggiunge il celebre film di Wim Wenders Il cielo sopra Berlino del 1987.
La mostra sarà accompagnata da un’ampia monografia in italiano e inglese curata da Alberto Fiz.
Inaugurazione: sabato 30 aprile 2011 ore 18,30
Mostra a cura di Alberto Fiz promossa dalla Provincia di Catanzaro – Assessorato alla Cultura con il patrocinio della Regione Calabria, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria.
Redattore: RENZO DE SIMONE
Informazioni Evento:
Data Inizio:30 aprile 2011
Data Fine: 09 ottobre 2011
Costo del biglietto: 3,00 euro
Luogo: Catanzaro, MARCA
Orario: da martedì a domenica 9,30-13; 16-20,30; chiuso lunedì
Telefono: 0961.746797
E-mail: info@museomarca.com
Sito Web: http://www.museomarca.com
martedì 26 aprile 2011
Richard Serra_arte_trasalimenti
Nato nel 1939, Richard Serra è uno degli artisti più significativi della sua generazione. La sua scultura innovativo esplora lo scambio tra le opere d'arte, sito e spettatore. Ha prodotto su larga scala, sculture site-specific per, urbanistica e paesaggio scenari architettonici che misurano il globo, dall'Islanda alla Nuova Zelanda.
All'inizio di quest'anno, ha concepito Promenade , un corso di cinque elementi scultorei d'acciaio alte diciassette metri, per Monumenta al Grand Palais di Parigi. Oltre al disegno retrospettiva "Il lavoro esce di lavoro" presso la Kunsthaus di Bregenz (2008), altri progetti recenti includono le otto parti installazione permanente The Matter of Time al Guggenheim di Bilbao (2005) e "Richard Serra Sculpture: Forty Years "presso il Museum of Modern Art, New York (2007).
All'inizio di quest'anno, ha concepito Promenade , un corso di cinque elementi scultorei d'acciaio alte diciassette metri, per Monumenta al Grand Palais di Parigi. Oltre al disegno retrospettiva "Il lavoro esce di lavoro" presso la Kunsthaus di Bregenz (2008), altri progetti recenti includono le otto parti installazione permanente The Matter of Time al Guggenheim di Bilbao (2005) e "Richard Serra Sculpture: Forty Years "presso il Museum of Modern Art, New York (2007).
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