venerdì 17 dicembre 2010

Sol LeWitt_arte_trasalimenti








Sol LeWitt nasce ad Hartford, Connecticut, nel 1928 da immigranti Russi di origine ebraica. Dopo aver frequentato la Syracuse University, viaggia in Europa e si arruola nella guerra in Corea; si stabilisce poi a New York dove frequenta la School of Visual Arts e lavora come disegnatore presso l’architetto I.M.Pei.




Realizza la sua prima personale nel 1965 presso la Daniels Gallery, New York e l’anno successivo partecipa presso la Dwan Gallery alla collettiva 10x10 insieme ad Andre, Baer, Judd, Martin, Morris, Reinhardt, Smithson e Steiner. E’ già evidente un interesse strutturale per la pittura e per la scultura. Partecipa a numerose esposizioni di Arte Minimale e Concettuale tra cui: “Primary Structures”, al Jewish Museum,1966 e “When Attitude Becomes Form”, alla Kunsthalle di Berna, Svizzera,1969. Pubblica nel 1967 “Paragraphs on Conceptual Art” divenendo ufficialmente il primo teorizzatore dell’Arte Concettuale. LeWitt arriva a sostenere che il compito primario dell’artista è unicamente la formulazione del progetto. Secondo questo assunto, il libro d’artista diviene espressione totale dell’Idea, matrice pura a priori, e mezzo più efficace per veicolarla poichè di facile circolazione.







Per incentivare la diffusione di libri-opere a basso costo, che lui stesso collezionava e scambiava, nel 1976 apre a New York con Lucy R. Lippard la libreria Printed Matter . Nei suoi libri d’artista esprime tutta la sua evoluzione artistica ( Four Basic Kinds of Straight Lines ) e biografica ( Autobiography ).





LeWitt partecipa a Documenta 6 (1977) e 7 (1982) a Kassel; nel 1987 allo Skulptur Projekte a Monaco, nel 1989 alla Biennale di Istanbul e a varie edizioni della Biennale di Venezia.
Dagli anni ’70 iniziano i suoi contatti con l’Italia e grazie alla gallerista Marilena Bonomo conosce Spoleto, città dove vivrà per 30 anni. Qui approfondisce le sue ricerche e lascia tracce indelebili nel paesaggio urbano/culturale e nel territorio.
Le maggiori retrospettive dedicate a Sol LeWitt, sono state organizzate dal Museum of Modern Art di New York, nel 1978 e dal San Francisco Museum of Modern Art, nel 2000. Nel 2006 alla Dia:Beacon è stata riproposta la prima produzione di wall drawings in un’esposizione intitolata "Drawing Series..."



Sol LeWitt è venuto a mancare l’8 aprile del 2007 a New York.



TRASALIMENTI omaggio a EMILIO VEDOVA



arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.

Trasalimenti - Castellarte 2007 terza di quattro parti



arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.

MIMMO ROTELLA - trasalimenti



arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.

giovedì 16 dicembre 2010

Edward Hopper_arte _trasalimenti


Edward Hopper è uno degli artisti più popolari e amati degli Stati Uniti e questa è la  prima grande mostra di Hopper in Italia.
Attraverso dei commenti dell’audioguida realizzata da Antenna Audio scopriremo come Hopper fosse un uomo quieto e riservato, un attento osservatore  della realtà da cui traeva ispirazione per  i suoi dipinti. Ma, al tempo stesso, le sue immagini evocative trasformano l’ordinario e catturano l’immaginazione.





“Spero che il pubblico comprenda con quanta profondità l’artista rifletteva su ciascun dipinto e che si accorga del travaglio che c’è dietro ciascuna di queste opere e che emerge dai lunghi studi basati sui disegni dell’artista. – ha dichiarato in un’intervista  Carter Foster, curatore della mostra di Hopper al Whitney Museum of American Art di New York  –






 Molti dei disegni vengono esposti qui per la prima volta, oppure è la prima volta che compaiono assieme ai dipinti, e questo è un grande contributo allo studio di questo artista.

Mario Trimeri_Trasalimenti_Hong Kong


Mario e Gabriele a Hong Kong capodanno 1993



Trasalimenti 1998 antichi fondaci di Castelbasso,1^parte.



arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.

Trasalimenti 1998 antichi fondaci di Castelbasso,2^parte.



arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.

Trasalimenti 1998 antichi fondaci di Castelbasso,ultima parte.



arte trasalimenti ideato e curato da gabriele di pietro.

mercoledì 15 dicembre 2010

Jean-Michel Folon_arte_trasalimenti

Una messa in scena dei suoi sogni. Ecco come Jean-Michel Folon, artista belga morto nel 2005, descrive il suo lavoro. Inoltre, non lavoro in attuazione di qualificazione.

 



 Per lui, è solo sulla carta i sogni, cullati dalle acque di acquerello, inciso nel metallo delle sue sculture. Chateau de La Hulpe, la Domenica come gli altri che non lo sarà. È in questo luogo magico che l'artista ha scelto durante la sua vita, a creare la sua fondazione. Immergetevi nel mondo del sognatore atipico.


La visita della Fondazione Folon non è uno. Si tratta di un viaggio. Iniziazione. Un po 'di poesia. Un tocco di sogno. Un sacco di immaginazione. Una realtà presente.








 E se questo particolare prisma attraverso cui guardare, contemplare. ingresso dell'uomo in questo libro. Il coperchio si apre e qui siamo inghiottito in quel mondo. Identificare e seguire il coniglio bianco. Indescrivibile la ricchezza della collezione presentata. Tutti i mezzi di spendere, con il rapimento stesso, acquerelli, stampe, sculture, collages, incisioni su legno, rame ...
Polimorfo del divino talento belga. Se il lavoro è superbo, è splendidamente servito dalla sistemazione del luogo. Ci si perde in questo labirinto dove si trova il suo mondo. Proprio come i suoi acquerelli, è immerso nei colori, esplora la dimensione, si annusa l'atmosfera da sogno. Una festa per i sensi.










 Una serie di acquerelli, la riflessione sull'uomo, il suo ambiente, le sue influenze, la città, l'arte ... Ci troviamo improvvisamente nella sala degli specchi, uno molto piccolo. Di fronte alla sua "multi-città", la sua duplicità? I luoghi sono immersi in trasparenza, ma anche una riflessione, specchio specchio delle mie brame ...
Little fuggito all'esterno. Sas di decompressione. Incontrare l'uomo con l'ombrello d'acqua. Scultura di uomo con il cappello, si protegge dalla pioggia da un pébroque acqua. Bellezza e piacere dell'assurdo. Stupore di bellissimo. Questo è il potere di Folon: questo candore lucido. Si vince entrambe le dimensioni. Incontro con le sue sculture. Un totem sfuma in edificio di mattoni. Un centauro, che deve regnare in castello magico del parco di notte. Il gatto che Alice? E 'simile ma attenzione delle apparenze. Incursione nel buio di una stanza di piccole dimensioni. Centro di scala, e l'uomo con il cappello, questo personaggio che ritorna sempre. In cima alla scala, fece l'atto di bilanciamento prende vita e ha donato un gesto morbido. Accompagnato da una ninna nanna, il culmine di questo dolce sogno che è iniziato un'ora fa.








Un'ora? Chi lo sa? Il tempo sembra essersi fermato davanti e Folon. Non guardare alle sue opere. Li abbiamo visti, si tuffa, si respira lo iodio dal mare, si sente la resistenza del vento sulle nostre penne. Aprite il libro alla sua fondazione, è respirare una boccata d'aria fresca, di andare a incontrare il suo universo, la sua follia, di una bellezza semplice e toccante. Un campo di applicazione ala felicità in fondo.

GABRIEL HAHN

martedì 14 dicembre 2010

Emilio Isgrò_arte_trasalimenti

....Isgrò: La cancellatura non è una banale negazione ma piuttosto l’affermazione di nuovi significati: è la trasformazione di un gesto negativo in un gesto positivo. Ovviamente, perché le cancellature nascessero c’era bisogno di un clima favorevole e quindi, tutto sommato, è logico ritenere che la stagione delle avanguardie, nella quale mi sono formato, abbia direttamente o indirettamente sollecitato le mie prime ricerche. Tuttavia lo scandalo che hanno provocato le mie cancellature a metà degli anni ’60 si può spiegare solo con il fatto che si era verificato un salto qualitativo rispetto all’arte e alla sensibilità dell’epoca.










Nel senso che la mia operazione rappresentò chiaramente la volontà di far coincidere una volta per tutte la negazione del linguaggio con la sua contestuale affermazione. Quello che cercavo di fare era abbandonare per sempre quella dimensione puramente negativa che, a torto o a ragione, sembrava indissolubilmente legata all’avanguardia novecentesca...






....Isgrò: Per molti anni mi è accaduto di privilegiare il piano semantico, mentre la parte visiva era un effetto secondario, indiretto. Poi mi sono accorto che il mio lavoro aveva anche delle peculiari caratteristiche visuali. Preterintenzionali: questa è stata una scoperta. Prova ne è che molti amici pittori sono stati felici di confessarmi come a volte avevano attinto da certe mie ricerche, da certe mie “ricchezze”. E dico ricchezze non a caso, perché in effetti la cancellatura è una macchina che produce letteralmente testi e immagini. Una macchina mostruosa. Come il computer, ma più ricca. L’unico che la paragonò al computer fu Pierre Restany, quando feci il Cristo cancellatore (1968)....